
La dieta mediterranea diventa cronodieta 3D: una nuova piramide alimentare che sincronizza pasti e ormoni secondo il cronotipo, per prevenire obesità e malattie metaboliche
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La dieta mediterranea diventa “3D” e integra il fattore tempo: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Il nuovo modello, messo a punto dalla Società Italiana di Endocrinologia e dall’ADI, sincronizza gli alimenti con i ritmi circadiani di ormoni come insulina, cortisolo e melatonina, per potenziare la prevenzione di obesità e malattie metaboliche.
Sole, Luna e timing dei nutrienti
Nella nuova piramide compaiono i simboli di Sole e Luna. “Il Sole suggerisce il consumo quotidiano entro la prima parte della mattina, per sfruttare la massima sensibilità all’insulina, di carboidrati complessi (cereali, pasta e pane preferibilmente integrali), legumi, frutta, verdura e ortaggi. Il simbolo della Luna, orienta invece verso i pasti serali, quando aumenta il rischio di picchi glicemici e accumulo di grasso, il consumo di proteine magre, verdure e alimenti “amici del sonno” come noci, semi e latticini, ricchi di triptofano e melatonina che favoriscono il riposo e la rigenerazione muscolare notturna”, spiega Luigi Barrea, primo firmatario del documento di aggiornamento e consigliere SIE, Ordinario di Nutrizione Clinica e Dietetica Applicata presso l’Università Pegaso di Napoli –. Infatti – prosegue Barrea -, consumare 40g di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare. E spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione aiuta a ridurre drasticamente il rischio di sindrome metabolica”.
Allodole, gufi e dieta personalizzata
La cronodieta mediterranea è adattata al cronotipo: “allodole” mattiniere e “gufi” serotini ricevono indicazioni diverse su come distribuire le calorie nella giornata. L’obiettivo è riallineare i gufi alla luce del giorno, riducendo il “social jetlag” metabolico e migliorando il controllo glicemico senza cambiare la qualità tipica della dieta mediterranea. “La dieta mediterranea non è più solo una questione di cosa si mangia, ma soprattutto di quando lo si fa – dichiara Diego Ferone, Presidente SIE, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Genova e Direttore U.O. Clinica Endocrinologica, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino -. Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano infatti che il metabolismo è profondamente regolato dagli ormoni e segue un’organizzazione circadiana. Ormoni chiave come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina oscillano nel corso delle 24 ore, modulando la risposta metabolica ai nutrienti, l’appetito, il dispendio energetico e la qualità del sonno. Mangiare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può quindi produrre effetti metabolici differenti, con implicazioni rilevanti per il rischio di sovrappeso e obesità e disfunzioni endocrine associate all’incremento ponderale, non solo diabete mellito di tipo 2 ma anche alterazioni della funzionalità delle ghiandole endocrine”.
Oltre il piatto: un vero stile di vita
La nuova piramide è anche un manifesto di stile di vita: include attività fisica alla luce del sole, sonno regolare, convivialità e rispetto della stagionalità. In questo modo aggiorna il patrimonio UNESCO della dieta mediterranea alla medicina di precisione, rendendolo uno strumento pratico anche in ambito clinico.
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