
Un’indagine Euromedia Research rivela che il 46% degli Italiani ritiene il diritto alla salute non pienamente rispettato. Il SSN ottiene un voto medio di 5,74/10, con liste d’attesa (58%) e pronto soccorso (38%) come problemi principali. Miglioramenti al Nord, criticità al Sud. L’indagine un’indagine su “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN” è stata presentata in occasione dell’ottava edizione di “Investing for Life Health Summit”. L’evento, organizzato da MSD Italia a Roma.
Ministro Schillaci: Affrontare Liste d’Attesa
Il Governo introduce misure contro liste d’attesa, ma serve impegno regionale per equità. Orazio Schillaci: “Questo Governo ha deciso di non ignorare l’annoso problema delle liste d’attesa e di affrontarlo con una legge organica che introduce misure chiare e incisive che spetta però alle Regioni attuare. Il Governo ha fatto la sua parte: oggi ci sono regole e strumenti di controllo. Ma è necessario il contributo fattivo delle Regioni per un cambio di passo che non è più procrastinabile. Già oggi il livello centrale esercita il proprio potere di controllo e monitoraggio nell’interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell’erogazione dei LEA e l’equità di accesso alle cure così come per il rispetto dei tempi di attesa”.
Fiducia nell’Innovazione Farmaceutica
Il 40% attribuisce all’innovazione l’allungamento della vita. L’80% vede il settore farmaceutico come motore economico. Nicoletta Luppi, AD MSD Italia: “Grazie al progresso della ricerca scientifica abbiamo dato una nuova speranza di vita a molti pazienti ed è solo puntando sull’innovazione che potremo continuare a farlo, offrendo risposte ai bisogni di salute non ancora soddisfatti. Si tratta della vera chiave di volta, frutto di un’intensa attività di Ricerca & Sviluppo che rappresenta anche un asset strategico per il Paese. In questo scenario, realtà come MSD ricoprono un ruolo di primo piano nel promuovere nuovi modelli di prevenzione e di cura e nel trasformare i progressi scientifici in benefici concreti per le persone. I dati lo dimostrano con chiarezza: il comparto farmaceutico è il settore trainante della nostra economia, l’unico manifatturiero stabilmente in crescita e tra i primi per import ed export, con un impatto positivo sul PIL nazionale. Siamo un’eccellenza da preservare e sostenere, perché rappresentiamo un volano di sviluppo per il Paese, anche in quanto datori di lavoro qualificato. È quindi urgente riconoscere pienamente questo valore strategico e continuare a destinare risorse e capitali alla sanità e alla spesa farmaceutica, considerandola non solo una voce di spesa, ma un fattore decisivo di crescita, sostenibilità e competitività.In un contesto in cui l’Italia deve fronteggiare l’invecchiamento della popolazione, la denatalità e un crescente peso delle malattie croniche, è indispensabile rimuovere con urgenza gli ostacoli alla crescita e all’attrazione di nuovi capitali – a partire dall’eliminazione del payback farmaceutico – e avviare una riforma sistemica che incentivi la progettualità industriale, sostenga la ricerca e valorizzi le soluzioni innovative. Solo così potremo garantire un accesso alle cure equo ed efficiente, mettere davvero al centro i pazienti e consentire al nostro Paese di guidare l’Europa verso un nuovo equilibrio tra accesso alle novità terapeutiche, promozione della ricerca e maggiore competitività a livello internazionale”.
Prevenzione Oncologica e Cardiovascolare
Focus su Europe’s Beating Cancer Plan e Safe Heart Plan. Alberico Catapano, Presidente Fondazione SISA – Direttore Centro Studi Aterosclerosi MultiMedica: “La cosiddetta ‘epidemia silente’ dovuta alle malattie cardiovascolari rappresenta oggi una delle principali minacce per la salute pubblica e per la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari. In questo contesto, l’EU Safe Hearts Plan costituisce un passaggio strategico: non è soltanto un documento di indirizzo, ma una vera e propria roadmap per ridurre in modo prevenibile morti premature, disabilità e costi sociali. L’Italia intende tradurre questo piano europeo in azioni concrete attraverso tre direttrici prioritarie: rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce sul territorio, assicurare percorsi assistenziali omogenei e di qualità su tutto il territorio nazionale e investire in formazione, innovazione digitale e raccolta sistematica dei dati per monitorare gli esiti in tempo reale“.
Governance e Accesso all’Innovazione
Italia undicesima in Europa per accesso farmaci (439 gg). Francesco Cognetti, presidente FOCE: “L’Italia si colloca in undicesima posizione tra tutti i Paesi europei per l’accesso ai farmaci (439 gg, ovvero 14,6 mesi, dall’approvazione EMA alla solo pubblicazione del decreto di rimborso in GU, dati anche in significativo peggioramento negli ultimi 2 anni rispetto al 2020-2023 senza considerare poi i mesi aggiuntivi necessari per i prontuari regionale e per la preparazione ed aggiudicazione delle gare di acquisto per i farmaci ospedalieri) e addirittura in quattordicesima posizione per quel che riguarda i nuovi farmaci oncologici.”
Eliminazione Tumori HPV: Piano Straordinario
Coperture vaccinali anti-HPV basse (51% femmine 12 anni). Appello per Piano Nazionale al 2030: 90-90-90 target. Caterina Rizzo, Professoressa ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva Università di Pisa: “Servono azioni di recupero su vaccinazioni e screening, protezione della popolazione adulta e una roadmap definita con un sistema di monitoraggio chiaro per misurare i progressi verso l’eliminazione. Tutti insieme come Sanità pubblica possiamo fare la differenza per raggiungere un mondo libero dall’HPV”.
Voce alle Associazioni
Un’altra epidemia è quella – legata soprattutto all’invecchiamento della popolazione – che riguarda le malattie croniche. La ricerca portata avanti dalle aziende farmaceutiche è fondamentale per migliorare il trattamento e la gestione di queste patologie e le Associazioni dei Pazienti hanno un ruolo sempre più centrale nei processi di valutazione e accesso all’innovazione terapeutica.
Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia. «Da circa un decennio le associazioni pazienti hanno acquisito la consapevolezza di essere un interlocutore autorevole nel sistema sanitario, ottenendo un coinvolgimento sempre più strutturato nelle società scientifiche delle patologie rappresentate. Allo stesso tempo, anche il volontariato ha cambiato volto: le associazioni oggi sono sempre più competenti e professionali. Un traguardo di cui siamo orgogliose e che si s’inserisce anche nel solco di un ampio lavoro di formazione che portiamo avanti a beneficio delle circa 200 associazioni della nostra rete, allo scopo di rafforzarne la capacità di rappresentanza e rendere sempre più efficace la loro presenza ai tavoli istituzionali. La strada resta lunga: in Italia la cultura del patient engagement non è ancora pienamente radicata, ma la Legge di Bilancio 2025, implementando la partecipazione delle organizzazioni di pazienti ai processi decisionali in sanità, ha segnato, a nostro avviso, un passaggio epocale che vedrà i suoi frutti a breve, appena le disposizioni saranno operative».
Adriana Bonifacino, Fondatrice Fondazione Incontradonna: «La prevenzione è la pietra angolare del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che tutela la salute e la qualità di vita della collettività. Vaccinazioni e screening, modelli di sanità pubblica, rappresentano una quota limitata della spesa sanitaria, pur generando un impatto significativo sulla maggiore efficienza del sistema nella sua totalità. Da una parte e in primis la salute del cittadino, dall’altra il beneficio economico sociale. L’HPV Awareness Day rappresenta un’occasione importante per riflettere su quanto la prevenzione possa ridurre il rischio di una diagnosi oncologica. Come Fondazione IncontraDonna abbiamo posto la prevenzione al primo capitolo del Manifesto 2025-2027, riconoscendola come pilastro di una sanità più equa e sostenibile. È tempo che venga considerata un investimento strutturale».
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