• Dom. Dic 14th, 2025

Uno studio italiano rivela il ruolo dei neuroni AgRP nel controllo delle difese immunitarie e propone un nuovo biomarcatore per la malattia

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Un grande studio italiano ha individuato nel cervello un “interruttore”, che governa la produzione delle cellule immunitarie coinvolte nella sclerosi multipla.
Si tratta dei neuroni AgRP dell’ipotalamo, che regolano il dialogo fra sistema nervoso, midollo osseo e timo e possono diventare un nuovo bersaglio terapeutico.

Il dialogo cervello–sistema immunitario

I neuroni AgRP controllano, tramite noradrenalina, quante cellule immunitarie vengono generate nel midollo osseo e come maturano nel timo.
Quando questi neuroni non funzionano correttamente, aumentano monociti e neutrofili “aggressivi” e diminuiscono i linfociti T regolatori che tengono a freno l’autoimmunità.

Dal modello sperimentale alle possibili terapie

Nel modello sperimentale di sclerosi multipla, i neuroni AgRP risultano “spenti” e questo contribuisce a innescare l’attacco contro le fibre nervose.
Riaccendere selettivamente questi neuroni con specifiche molecole normalizza midollo e timo e migliora il decorso della malattia, aprendo scenari per future terapie mirate.

Un nuovo biomarcatore nel sangue

I neuroni AgRP producono anche il neuropeptide AgRP, misurabile con un semplice esame del sangue nelle persone con sclerosi multipla.
Livelli più elevati di questo peptide si associano a forme più gravi e a segni di infiammazione alla risonanza, candidandolo a biomarcatore di gravità.

Una ricerca tutta italiana

Il lavoro, pubblicato su Cell Reports, è firmato dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova, con il sostegno del programma MNESYS e della FISM.
Il progetto si inserisce nella più ampia iniziativa italiana sul cervello, che punta a nuovi bersagli farmacologici e biomarcatori per le malattie neurologiche.

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