
Lo studio CROWN segna un punto di svolta nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo avanzato. A sette anni, lorlatinib mostra la sopravvivenza libera da progressione (PFS) più lunga mai osservata: mediana non raggiunta, con il 55% dei pazienti ancora in risposta. Rilevante anche la riduzione del 94% del rischio di progressione intracranica, dato cruciale vista l’elevata incidenza di metastasi cerebrali.
Medicina di precisione e diagnosi molecolare
Il beneficio clinico dipende da una diagnosi tempestiva. Il riarrangiamento del gene ALK, presente nel 3-5% dei casi, deve essere identificato subito per indirizzare verso terapie target efficaci. Questo approccio consente di cambiare il decorso della malattia fin dall’esordio.
Un cambio di paradigma terapeutico
Il NSCLC rappresenta l’80-85% dei tumori polmonari e in Italia coinvolge oltre 100.000 persone. Nei pazienti ALK-positivi, spesso giovani e non fumatori, lorlatinib si conferma terapia di riferimento. I dati CROWN consolidano un nuovo modello: non solo risposta al trattamento, ma controllo prolungato della malattia e migliore qualità di vita.
