
Uno studio su oltre 30.000 persone rivela una crisi del sonno senza precedenti. Tra stress, ormoni e partner che russano, la qualità del riposo femminile è la più colpita, con pesanti ricadute su salute e produttività.
Mentre il mondo accelera, le nostre notti si accorciano e diventano sempre più agitate. Secondo la Global Sleep Survey 2025 di ResMed, che ha coinvolto oltre 30.000 persone in 13 paesi, stiamo affrontando una vera “crisi globale del sonno”. Sebbene molti riescano a sfiorare la soglia minima delle sette ore raccomandate, la qualità del riposo è in caduta libera: in media, le persone sperimentano quasi tre notti di sonno insoddisfacente a settimana.
Il divario di genere: il “deficit” femminile
Il dato più eclatante emerso dalla ricerca riguarda il divario tra i sessi. Le donne dormono peggio degli uomini e faticano molto di più a prendere sonno. Secondo lo studio, le donne riportano una media di notti di “buon sonno” inferiore (3,83 contro le 4,13 degli uomini) e hanno una probabilità decisamente più alta di soffrire di insonnia cronica, con difficoltà ad addormentarsi più di tre volte a settimana (38% contro il 29% maschile).

Ma perché questa disparità? La scienza suggerisce che il cervello femminile possa aver bisogno di più riposo poiché impegnato maggiormente in attività di multitasking durante il giorno. A questo si aggiungono i fattori biologici: i cambiamenti ormonali legati a ciclo mestruale, gravidanza e menopausa giocano un ruolo cruciale. Durante la menopausa, ad esempio, ben il 51% delle donne soffre di disturbi del sonno.
Cause e “nemici” del cuscino
Lo stress (57%) e l’ansia (47%) restano i principali sabotatori del riposo femminile. Tuttavia, emerge un dato curioso e rilevante: il partner. Una donna su cinque dichiara che il proprio compagno è una fonte di disturbo notturno, principalmente a causa del russamento o delle apnee notturne (37%). Questo ha portato alla crescita del cosiddetto “Sleep Divorce” (divorzio del sonno), con molte coppie che scelgono di dormire in stanze separate per preservare salute e relazione.
Le conseguenze: non è solo stanchezza
Dormire male non rovina solo l’umore. Chi dorme meno di sei ore ha una probabilità 2,5 volte superiore di soffrire di disagio mentale frequente e un rischio maggiore di malattie croniche come diabete di tipo 2 e patologie cardiache. Anche il lavoro ne risente: il 71% degli intervistati ha ammesso di essersi assentato per malattia almeno una volta a causa di una brutta notte.
Verso una soluzione
Nonostante la gravità, il 22% delle persone sceglie di convivere passivamente con il problema. Gli esperti suggeriscono di stabilire routine pre-sonno rigorose — a cui le donne sono più sensibili — ed evitare l’esposizione alla luce blu degli schermi prima di coricarsi. Monitorare il sonno tramite app o dispositivi wearable (scelti dal 42% dei partecipanti) può essere il primo passo per riprendere il controllo del proprio benessere.
Il Report: https://document.resmed.com/documents/global/resmed-wsd-2025-report.pdf
