• Gio. Mar 12th, 2026

SALUTE. IN TOSCANA ASPETTATIVA DI VITA A 84 ANNI, SOPRA LIVELLO PRE-COVID

“In Toscana si vive bene, a lungo e la probabilità di morire per le patologie più diffuse e infauste è tornata a diminuire negli ultimi anni, dopo la pandemia”. Lo evidenzia la Regione nel corso di una conferenza stampa convocata a Firenze, dove il governatore Eugenio Giani spiega: “Merito anche della prevenzione, della qualità delle cure offerte dal sistema sanitario regionale e dei salutari stili di vita dei suoi abitanti”. La fotografia emerge dall’aggiornamento dell’ultimo rapporto ‘Welfare e salute in Toscana’ redatto sui dati del 2024 dall’Agenzia regionale per la sanità (Ars).

Stando all’analisi, presentata con Fabio Voller, coordinatore dell’osservatorio di epidemiologia dell’Ars, e Federico Gelli, direttore sanità, welfare e coesione sociale della Regione oltre che commissario dell’agenzia, in Toscana l’aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto gli 84 anni, tornando così sopra il livello pre-Covid: 82,2 anni per gli uomini (media nazionale 81,4) e 86,1 per le donne (85,5). Meglio della Toscana, “ma è questione di decimi” fa notare l’ente, fanno solo Veneto (a pari merito per i maschi), Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. In Toscana, regione in cui così come nel resto d’Italia si fanno sempre meno figli (20.725 i nati nel 2024), gli ultrasessantacinquenni sono più di un quarto della popolazione (il 26,7% di circa 3,6 milioni di abitanti complessivi). E l’indice di mortalità, indipendentemente dalla causa e standardizzato per età, è di 768 decessi ogni 100.000 abitanti, contro la media italiana di 801 (933 uomini e 648 donne). Secondo l’Ars la riduzione delle morti per malattie del sistema circolatorio è più marcata (-59%) rispetto all’Italia (-53%). Anche per i tumori il calo è più consistente (-28% contro -24%). Così come per le malattie dell’apparato respiratorio la cui “diminuzione è importante, con andamento simile al contesto nazionale”. Il risultato, come segnalato da Giani, è frutto anche degli stili di vita. Ad esempio, in Toscana “la quota di persone completamente sedentarie risulta più bassa che in Italia: circa il 30% contro il 35”. I toscani, inoltre, mangiano “meglio: consumano più verdure, pesce e carni bianche rispetto alla media italiana e meno snack e salumi”. E ancora, la percentuale di fumatori è in calo (18,7% contro il 20,4) e la regione si rivela virtuosa anche nel consumo di alcol, “pur con alcune criticità che riguardano adolescenti e giovani tra cui le ubriacature rimangono comunque al di sotto della media nazionale”.

La Regione, quindi, evidenzia come al risultato contribuisca anche il sistema sanitario che “fa la differenza”. In questo senso “in Toscana il rischio di morire a 30 giorni per infarto miocardico acuto è del 5,7% contro il 7,1 della media italiana. Per l’ictus ischemico è il 7,4% a fronte del 9,4 nazionale”. Nel 2023 inoltre, ultimo anno con dati di mortalità per causa consolidati a livello nazionale, “il tasso di mortalità per tumore standardizzato per età è di 218,1 persone ogni 100.000 abitanti contro i 228,6 del Paese. Tra i maschi il vantaggio è particolarmente evidente per i tumori del polmone e del colon-retto e, per le donne, per il tumore della mammella e sempre del colon-retto”. Nel lungo periodo, rispetto al 2003, “la mortalità per tumore si riduce in modo netto: da 426 a circa 277 decessi per gli uomini e da 215 a 176 per le donne”. Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel rapporto 2023 pone quindi “la rete oncologica toscana al vertice della classifica italiana, di fatto facendone un modello organizzativo e clinico di riferimento”. Anche la mortalità per malattie del sistema circolatorio “si è ridotta molto in venti anni: è diminuita del 46%”, mentre su scala nazionale la media è più indietro di 19 punti, fermandosi al 27%. “Insomma, i dati confermano che la Toscana è una regione di riferimento a livello nazionale”, sintetizza Giani. La spesa sanitaria, infine, nel 2024 si è attestata sopra i 7,2 miliardi di euro, pari a 2.180 euro a persona. Nella sanità toscana lavorano circa 57.800 persone, tra cui 7.300 medici ospedalieri, 1.300 medici di medicina generale, circa 17.100 infermieri e 6.000 oss. “La Toscana è una delle sole quattro regioni in fascia verde per tutti gli indicatori di equilibrio economico-finanziario, ovvero per margine operativo, gestione del debito e tempi di pagamento ai fornitori. Una situazione che ci ha consentito di destinare alla prevenzione risorse strutturali superiori alla media nazionale e di programmare investimenti pluriennali”, conclude Giani. 

Informazioni:

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