• Mer. Feb 18th, 2026

“A oggi, secondo i casi notificati sulla piattaforma nazionale coordinata dall’Iss, l’Italia ha registrato 145 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo, di cui 59 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, 10 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 75 casi di febbre e 1 caso asintomatico”.

Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante l’informativa in commissione Affari sociali della Camera sulle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del virus West Nile. Nel dettaglio, questa la distribuzione regionale dei casi, come diffusa dal ministro: 93 i casi nel Lazio, seguiti dai 24 della Campania e dai 14 del Veneto. Altri casi in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia. “Tra i casi confermati sono stati notificati 12 decessi (1 Piemonte, 4 Lazio, 7 Campania). Sono attualmente 37, continua il ministro, “le Province con dimostrata circolazione del virus appartenenti a 10 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna”.

Dal ministro è arrivata poi una sottolineatura, ricordando che in passato si sono verificati molti più casi e molti più decessi. “Nel 2018, anno con un inizio stagionale precoce, sono stati registrati sulla piattaforma nazionale 618 casi e 49 decessi. Nel 2022, si sono registrati 728 casi confermati e 51 decessi. Nel 2024, al 31 luglio, erano stati segnalati 28 casi di infezione, con 2 decessi. Tuttavia, entro novembre 2024, il numero totale di casi era salito a 484, con 36 decessi”. Per questo, dice Schillaci, “non ricordo allarmi mediatici nel 2018 e nel 2022 nonostante a oggi siano gli anni con il numero più alto di contagi e purtroppo anche di decessi”. 

 “Non sono riportate linee guida specifiche veterinarie o umane per la terapia delle arbovirosi”, come nel caso del virus West Nile. “La gestione clinica segue le norme generali di malattie infettive e neurologiche. Il Piano nazionale attribuisce un ruolo importante alla comunicazione ai cittadini sulle misure di protezione individuale per prevenire le punture di zanzare: ad esempio uso di repellenti, zanzariere, abbigliamento coprente, evitare ristagni d’acqua”. 

“La situazione è sotto controllo e costantemente monitorata, e come detto, in linea con gli anni precedenti.

Il cambiamento climatico sta in generale “ampliando le aree geografiche favorevoli alla trasmissione del West Nile virus”, ma “la sua circolazione effettiva in un determinato anno dipende in larga parte dalle condizioni meteorologiche stagionali, che possono favorire o ostacolare temporaneamente il ciclo di trasmissione. Nel 2025, le regioni del Nord Italia potrebbero vedere un interessamento da casi autoctoni più blando rispetto alle aree del Centro proprio a causa di un inizio estate caratterizzato da un andamento termico più fresco e instabile rispetto agli anni precedenti. Il cambiamento climatico è un fattore ecosistemico che favorisce l’espansione dei vettori e l’insorgenza di arbovirosi anche in zone prima considerate solo marginali”.Il ministero della salute assicura il pieno supporto alla rete dei servizi sanitari e territoriali. Proprio con questo approccio di dialogo e collaborazione costruttiva, il 12 agosto una delegazione di esperti del ministero sarà a Latina e a Caserta per un incontro con le autorità regionali, locali e sanitarie”.  

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