• 21.10.2026

Salutedomani

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Snack confezionati, cereali zuccherati, bevande gassate, noodles istantanei. Un nuovo studio canadese li collega a piccole lesioni cerebrali silenziose, e a risentirne di più sono le donne.

Cosa hanno visto i ricercatori

Il lavoro, pubblicato il 15 ottobre 2026 su JAMA Network Open dal Population Health Research Institute della McMaster University, ha analizzato le risonanze magnetiche cerebrali di quasi 9.000 canadesi tra i 35 e i 69 anni, senza malattie cardiache note. Chi mangiava più cibi ultra-processati mostrava con il 40% di probabilità in più piccole aree di danno nel cervello. Sono lesioni che non danno sintomi, ma possono comparire anni prima di un ictus o di problemi di memoria.

«Francamente, non mi sarei aspettato questo risultato», ha detto il primo autore Russell de Souza. Di solito danni di questo tipo si associano a malattie che si scoprono molto più tardi nella vita.

Perché le donne devono fare più attenzione

L’associazione è risultata più forte nella popolazione femminile. Tra le donne con il consumo più alto, la probabilità di segni di danno cerebrale era quasi doppia rispetto a quelle che ne mangiavano meno. Lo studio non spiega il motivo di questa differenza, e per ora resta un dato da approfondire.

Chi consumava più ultra-processati aveva anche più grasso corporeo e più grasso addominale profondo, quello legato a infiammazione e danni ai vasi sanguigni, che possono estendersi al cervello.

Quanto pesano nel piatto

In media i cibi ultra-processati coprivano circa il 25% delle porzioni giornaliere. Tra i maggiori consumatori si arrivava al 45%, contro il 16% di chi ne mangiava meno. Il resto lo faceva la differenza opposta: frutta, verdura, cereali e altri alimenti poco trasformati pesavano il 41% della dieta nel primo gruppo e il 68% nel secondo. Come spiega de Souza, questi prodotti sembrano sostituire i cibi integrali, più che aggiungersi a essi.

Sono alimenti pratici, economici e molto pubblicizzati, e per questo finiscono spesso sulle tavole delle famiglie con poco tempo e budget limitato.

I limiti dello studio

I partecipanti sono stati valutati una sola volta, quindi non si può dire che questi alimenti causino direttamente le lesioni. Per Sonia Anand, autrice senior, il legame tra dieta e salute del cervello potrebbe emergere prima dei disturbi di memoria. Studi di follow-up con risonanze ripetute sono già in corso.

JAMA Network Open. DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.39118