
“L’Intelligenza Artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, dati e competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al XIX vertice COTEC Europa dal titolo “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale: trasformazione, opportunità e governance” a Venezia.
“La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti – sottolinea Mattarella – da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale. Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”. Sul tema dei diritti dei cittadini, “ottocento anni fa – ricorda il capo dello Stato – un brillante giurista italiano definì un principio che infrangeva il potere assoluto degli Stati di allora, affermando – nella lingua comune di quel tempo, il latino – ‘Quilibet in domo sua dicitur rex’ – ‘Chiunque, in casa propria, va considerato sovrano’. In casa propria non in quella altrui o negli ambiti comuni, come rischia di avvenire”.
