
Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici, i costi sanitari e le strategie per ridurre rischi e assenze dal lavoro
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Le allergie respiratorie stagionali pesano sull’economia italiana per 7,3 miliardi di euro all’anno. Colpiscono 12 milioni di cittadini (il 20% della popolazione), con picchi regionali fino al 40%. I dati sono del Consumers’ Forum, promotore del convegno “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili”.
Non più solo un fastidio primaverile
Grazie ai cambiamenti climatici, le allergie respiratorie durano sempre più a lungo. Temperature più alte, umidità e precipitazioni anomale allungano la stagione di pollinazione di 19-23 giorni. Inquinanti come PM10, PM2.5, biossido di azoto e ozono rendono il polline più aggressivo per il sistema immunitario. L’impatto economico in cifre
- 5,32 miliardi di euro: costi diretti (farmaci, visite, ospedalizzazioni)
- 2,02 miliardi di euro: costi indiretti (assenze dal lavoro, produttività ridotta del 40%, presenteismo)
A livello europeo il conto sale tra i 30 e i 50 miliardi di euro annui.
Lavoratori più a rischio: Agricoltura e foreste: 30-40% degli addetti colpiti. Seguono edilizia e ambienti indoor con scarsa ventilazione. Anche la sicurezza stradale è a rischio: gli antistaminici sedativi aumentano del 61% la probabilità di incidenti. Effetti sulla qualità della vita:
- 61% disturbi del sonno
- 60% sbalzi d’umore
- 49% rinuncia all’attività fisica
- 38% riduce la vita sociale
Cosa fare
Le strategie concrete: Servono campagne di sensibilizzazione, corsi di salute e sicurezza sul lavoro, visite mediche aziendali e informazioni chiare sul packaging dei farmaci. Solo un’alleanza tra istituzioni, medici, farmacisti e pazienti può ridurre l’impatto sanitario ed economico. «Per affrontare il problema è necessario intervenire con campagne di sensibilizzazione sui trattamenti disponibili, corsi di salute e sicurezza sul lavoro e maggiori informazioni sul packaging degli antistaminici», dichiara Furio Truzzi, presidente di Consumers’ Forum.
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