• Ven. Apr 17th, 2026

Senza anestesia, senza bisturi e senza dolore: in poche ore i tremori che i pazienti non riescono più a controllare possono scomparire. Questo è possibile grazie alla MrgFUS, la tecnica a ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica che permette di intervenire su aree estremamente precise del cervello senza incisioni né chirurgia tradizionale. All’Istituto Neurologico Carlo Besta questa tecnologia è disponibile dal 2019 grazie a una donazione privata da parte di Ines (Nina) Ravelli e ad oggi sono state eseguite 400 procedure. A dicembre 2025, grazie al finanziamento di Regione Lombardia, è stato installato un sistema più evoluto “Exablate Prime”, che consente di ridurre i tempi della procedura di circa un terzo.  L’Istituto Besta è stato il primo centro in Europa a dotarsi di questa tecnologia abbinandola alla RMN intraoperatoria, oggi presente in pochissime strutture in tutto il mondo, e ad aprire così nuove prospettive di ricerca e cura per tumori cerebrali e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Il nuovo sistema è stato presentato e inaugurato ufficialmente oggi alla presenza dell’Assessore al Welfare Guido Bertolaso.

“L’arrivo della prima installazione europea di questa tecnologia in un Istituto di così alto profilo scientifico e clinico conferma il ruolo centrale che gli IRCCS svolgono nel tradurre la ricerca in opportunità concrete di cura. L’accessibilità a questa tecnologia altamente innovativa permetterà di offrire ai pazienti percorsi sempre più precisi, meno invasivi e capaci di aprire prospettive nuove in ambiti complessi come i disturbi del movimento, il dolore neuropatico, i tumori cerebrali e le patologie neurodegenerative. La MRgFUS Prime segna un passaggio di grande rilievo: unisce innovazione, sicurezza e sviluppo della medicina di precisione, con benefici evidenti anche sul piano organizzativo e dell’attività scientifica” – ha sottolineato attraverso un messaggio di saluto il Ministro della Salute Orazio Schillaci.

La disponibilità della tecnologia MRgFUS Prime rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita del nostro Istituto”, sottolinea Marta Marsilio, Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. “Essere il primo centro in Europa ad aver installato questa apparecchiatura di ultima generazione in una RMN intraoperatoria rafforza il nostro posizionamento di polo di eccellenza nelle neuroscienze e ci permette di offrire ai pazienti l’accesso alle tecnologie più avanzate disponibili a livello internazionale. Grazie al nuovo sistema puntiamo a trattare oltre 130 pazienti all’anno affetti da disturbi del movimento e a triplicare il numero di trattamenti sperimentali, sia nell’ambito dei tumori cerebrali sia per altre patologie neurologiche. L’aumento costante della domanda di queste procedure lascia inoltre intravedere, in prospettiva, la possibilità di rafforzare ulteriormente la dotazione tecnologica dell’Istituto, anche attraverso modelli organizzativi e gestionali innovativi che ci consentano di ampliare ancora di più l’accesso dei pazienti a queste cure”.

MRgFUS (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound): come funziona

Il principio della MRgFUS si basa sulla concentrazione di fasci di ultrasuoni ad alta o bassa frequenza su un bersaglio estremamente preciso del cervello, sotto guida e controllo in tempo reale della risonanza magnetica. Il trattamento avviene senza incisioni chirurgiche, con il paziente sveglio e costantemente monitorato, rendendo la procedura completamente non invasiva.

In ambito neurologico gli ultrasuoni focalizzati possono avere due principali applicazioni: l’ablazione di piccoli focolai cerebrali responsabili di una patologia, o l’aumento temporaneo della permeabilità dei vasi sanguigni cerebrali che permette a farmaci che normalmente non riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica di raggiungere le aree di tessuto cerebrale malato.

MRgFUS ad alta frequenza per il trattamento dei disturbi del movimento

La MRgFUS ad alta frequenza è utilizzata per il trattamento dei disturbi del movimento, in particolare il tremore essenziale, la malattia di Parkinson e alcune forme di dolore neuropatico. Quando il fascio di ultrasuoni è ad alta frequenza provoca una ablazione del bersaglio estremamente precisa che colpisce piccole aree cerebrali responsabili dei sintomi motori. “Per molti pazienti affetti da queste patologie, la MRgFUS rappresenta oggi una concreta opzione terapeutica quando le terapie farmacologiche non sono più sufficienti” – spiega Roberto Eleopra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze cliniche della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. “Si tratta di una procedura che consente di intervenire con estrema precisione, con benefici che spesso il paziente percepisce già durante il trattamento. Una volta individuato il bersaglio, il paziente viene posizionato nella risonanza magnetica, che guida con grande accuratezza gli ultrasuoni focalizzati verso le cellule nervose da trattare e, allo stesso tempo, ne monitora la temperatura in tempo reale. Quando questa raggiunge circa 55 gradi, la distruzione del bersaglio è definitiva. La tecnologia Exablate Prime ci permetterà di rendere i trattamenti ancora più efficienti, riducendo i tempi della procedura e ampliando il numero di pazienti che potranno beneficiarne.”

MRgFUS a bassa frequenza: trattati in via sperimentale 24 glioblastomi

Accanto all’applicazione clinica per i disturbi del movimento, la tecnologia MRgFUS apre interessanti prospettive, sebbene ancora in fase sperimentale, nel trattamento dei tumori cerebrali e nel campo delle malattie degenerative (come ad esempio l’Alzheimer). In questo caso gli ultrasuoni vengono impiegati a bassa frequenza e sono in grado di indurre un aumento della permeabilità dei capillari che facilita il passaggio di molecole terapeutiche che altrimenti non sarebbero in grado di penetrare nel tessuto cerebrale. “Gli ultrasuoni ad alta intensità sono indicati quando l’area da trattare è molto circoscritta. Nel caso dei tumori cerebrali, però, la situazione è diversa: la zona da colpire è spesso più estesa e un’ablazione diretta potrebbe comportare rischi, come emorragie o altre complicanze. Per questo si utilizza la versione a bassa intensità, che consente di aprire temporaneamente la barriera emato-encefalica, permettendo alle molecole dei farmaci antitumorali di raggiungere più efficacemente il tessuto malato. Con questa procedura abbiamo trattato in via sperimentale 24 pazienti affetti da glioblastoma, la forma più aggressiva di tumore cerebrale. Oltre al trattamento del glioblastoma i protocolli di ricerca sperimentale hanno riguardato anche 5 pazienti con malattia di Parkinson rigido-acinetica e 3 pazienti con distonia focale segmentaria, collocando l’Istituto Besta tra i centri con la più ampia casistica a livello internazionale nell’utilizzo di questa tecnologia”- afferma Francesco Di Meco, Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta.

Il nuovo sistema Exablate Prime introduce importanti miglioramenti rispetto alla generazione precedente grazie ad automazioni avanzate e sistemi di imaging più evoluti che consentono di ridurre i tempi della procedura di circa un terzo, migliorando al tempo stesso precisione, sicurezza e personalizzazione del trattamento. Con questa nuova apparecchiatura il Besta punta ad ampliare ulteriormente l’attività clinica e di ricerca, con l’obiettivo di trattare oltre 130 pazienti all’anno affetti da disturbi del movimento e di incrementare significativamente i protocolli sperimentali dedicati ai tumori cerebrali e ad altre patologie neurologiche.

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