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ISTAT: CALANO ANCORA NASCITE (-3,9%), FIGLI/DONNA A MINIMO STORICO (1,14) IN ITALIA

Le nascite nel 2025 sono pari a 355 mila unità (-3,9 per cento sul 2024). La denatalità è un fenomeno di lungo corso, determinato dalla riduzione dei potenziali genitori e dalla continua diminuzione della propensione ad avere figli. Nel 2025 il numero medio di figli per donna cala nuovamente, passando da 1,18 del 2024 al minimo storico di 1,14. A renderlo noto è l’Istat nel Rapporto annuale 2026 presentato stamattina alla Camera dei deputati.

L’aumento dell’istruzione e della partecipazione femminile al mercato del lavoro contribuisce ad accrescere i costi opportunità della maternità. Nel 2024, a fronte di un valore medio generale di 1,18 figli per donna, la fecondità è pari a 1,12 tra le laureate e tra chi possiede un diploma di scuola secondaria di secondo grado, mentre le donne con titolo di licenza media hanno una fecondità più alta (1,59). La posticipazione della genitorialità verso età più avanzate (nel 2025 l’età media al parto è di 32,7 anni) determina una crescente incidenza di nascite da madri over 40. Tuttavia, dopo questa soglia di età la probabilità di concepire naturalmente si riduce drasticamente. Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresentano sempre più una possibilità concreta di diventare genitori. Nel 2023, la PMA ha contribuito per il 3,9 per cento alla fecondità totale, un valore quasi raddoppiato nell’arco di un decennio (dal 2,1 per cento del 2013).

In un quadro demografico caratterizzato dal continuo calo del numero medio di figli e dalla posticipazione della genitorialità, le intenzioni di fecondità rappresentano un indicatore cruciale per comprendere i progetti familiari degli individui. In Italia, nel 2024, 9,8 milioni di persone tra i 18 e 49 anni intendono avere figli in futuro (45,3 per cento a fronte del 50,7 per cento del 2003). 10,7 milioni di persone, poco meno della metà dei 18-49enni, dichiara che non intende avere figli. Chi intende avere figli ne desidera prevalentemente due (41,7 per cento), il 7,5 per cento ne vorrebbe solo uno e il 14,4 per cento tre o più. Tra quanti non intendono avere figli, solo una piccola parte afferma che i figli non rientrano nel progetto di vita (5,5 per cento), tre su dieci hanno già quelli che desiderano (32,0 per cento), mentre la fetta più ampia (62,2 per cento, oltre 6,6 milioni di persone) ha rinunciato ad avere i figli desiderati per problematiche di varia natura. Il calo delle intenzioni di fecondità si riflette in un aumento delle persone che, oltrepassata la soglia dei 50 anni, sono senza figli. Nel 2003 erano 2,8 milioni (12,9 per cento della popolazione di 50 anni e più); nel 2024 sono salite a 6,4 milioni (22,8 per cento).

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