• Ven. Apr 17th, 2026

Nel 2025 la Rete trapiantologica italiana ha confermato e ulteriormente migliorato i dati di attività riguardanti donazioni e trapianti: nel corso dell’anno sono stati raggiunti i livelli più elevati mai registrati sia per l’attività relativa agli organi sia per quella concernente i tessuti e le cellule staminali emopoietiche. È quanto emerge dal Report preliminare del Centro nazionale trapianti presentato in videocollegamento dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica italiana a Roma.

Ancora una volta le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato: nel 2025 sono state 2.164 (+3,2% in confronto al 2024), a partire da 3.293 segnalazioni di di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie ai prelievi di organi effettuati sono stati realizzati 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente (+1,2%). Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia. Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette all’Italia di essere tra i primi in Europa. Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono Veneto (49,5 donatori pmp), Toscana (47,3) e Piemonte (41,9), mentre va segnalata la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Stabili, invece, le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei ‘no’ è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024. Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati anche quest’anno quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. Aumentano anche i trapianti da donatore vivente, che passano da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Complessivamente, nel 2025, in Italia ci sono stati 73,4 trapianti per milione di abitanti: a livello regionale il tasso più elevato è stato registrato in Veneto (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli-Venezia Giulia (95,4).

La donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, Dcd), ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti, si conferma uno dei settori trainanti dell’intera attività: le segnalazioni di donatori di questo tipo sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50.6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%).
Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di donazioni sono passati da 85 a 111, dislocati in 17 regioni italiane.


Negativo, invece, il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, mentre nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà, positiva o negativa, è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8%, pari a 2.600.935 persone, ha preferito astenersi. L’aumento dei ‘no’ ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare quella tra i 18 e i 30 anni, dove le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%).
Il Report preliminare 2025 accende infine i riflettori anche sull’attività di donazione e trapianto di tessuti e di midollo osseo. Lo scorso anno ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico.
Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%). Il numero degli iscritti attivi nel registro Ibmdr, ovvero le persone effettivamente disponibili a donare, è cresciuto ancora, arrivando a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni.


‘Gli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana- ha affermato in videocollegamento il ministro della Salute, Orazio Schillaci- da anni rappresentano un’occasione per tracciare un bilancio sull’evoluzione del sistema e sulle sfide che ancora ci attendono. Abbiamo aperto questa edizione ancora segnati dal dolore per la scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, un evento tragico che ha profondamente commosso tutta la comunità nazionale. Quanto accaduto è un fatto di indiscutibile e singolare gravità che va chiarito fino in fondo per rendere il sistema dei trapianti ancora più solido’. ‘Ritengo che sia importante ritrovare, anche attraverso questa presentazione, lo spirito di gratuità e solidarietà che anima il sistema dei trapianti e tornare a veicolare il messaggio che ogni volta che c’è una donazione si apre una vera e propria speranza di vita. Oggi più che mai- ha proseguito l’esponente del governo- dobbiamo avere fiducia nei nostri operatori sanitari e nella rete dei trapianti per continuare a mantenere i numeri da record che si sono registrati in questi anni’. ‘Nel 2025- ha ricordato il ministro- abbiamo raggiunto un nuovo primato, con 2.164 donazioni (+3,2% rispetto all’anno precedente) che hanno consentito di effettuare 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente. Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia. Per quanto riguarda il tasso nazionale di donazione, con circa 30 donatori per milione di persone, l’Italia risulta essere tra le prime in Europa. E credo che possiamo guardare con ottimismo al futuro considerando che nei mesi iniziali del 2026 il numero delle donazioni di organi è aumentato rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, si è registrata una diminuzione del tasso di opposizione nelle rianimazioni’.

‘Questi- ha sottolineato Schillaci- sono dati totalmente coerenti con lo spirito di solidarietà e altruismo che da sempre caratterizzano la nostra società civile. Tuttavia, specie nelle fasce più giovani, continuiamo a rilevare una certa resistenza a dare il consenso alla donazione di organi quando viene rilasciata o rinnovata la carta di identità. Nel dettaglio, lo scorso anno abbiamo registrato un 40,1% di opposizioni (+3,8 sul 2024), mentre il 38,8% ha preferito astenersi. Questi numeri, quindi, ci dicono che dobbiamo avere uno sforzo ancora maggiore nelle attività di sensibilizzazione per ribaltare un trend negativo che è sempre stato in crescita negli ultimi anni’.


‘È chiaro- le parole di Schillaci- che occorre intervenire sui fattori culturali che verosimilmente muovono quanti si oppongono alle donazioni, ma dobbiamo anche promuovere più conoscenza.
Dobbiamo informare sulla possibilità di poter trasformare in qualsiasi momento il ‘proprio no’ in un consenso che equivale a dare speranza e vita ad altre persone. È inoltre necessario investire nella formazione gli operatori degli uffici anagrafe, e ringrazio il Centro Nazionale Trapianti per l’impegno costante con cui porta avanti questi importanti percorsi formativi’.
Il ministro della Salute ha poi informato che ‘in questo scenario, nel mese di aprile, in occasione della Giornata nazionale della donazione partirà la nuova campagna di sensibilizzazione, che quest’anno coincide con due anniversari fondamentali. Come molti ricorderanno, nel febbraio di 70 anni fa, Don Carlo Gnocchi donava le sue cornee, restituendo la vista a due bambini. Il suo fu un gesto di generosità veramente rivoluzionaria, la prima donazione in Italia, prima ancora di una legge sui trapianti. Ed esattamente 60 anni fa in Italia venivano effettuati i primi trapianti. Sono traguardi e testimonianze che ci devono incoraggiare a migliorare sempre, perché le eccellenze per essere consolidate richiedono impegno costante’. ‘Anche in quest’ottica- ha poi precisato- già nel 2025 abbiamo stanziato risorse, dieci milioni di euro l’anno, per ridurre le liste d’attesa per il trapianto di organi e tessuti e per l’acquisto di dispositivi medici per la perfusione, conservazione, trasporto e gestione di organi e tessuti per trapianto. Attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni il primo riparto di questo finanziamento annuale. Oggi in Italia abbiamo circa 8mila persone in attesa di trapianto e a questi pazienti dobbiamo dare risposte concrete’. ‘Dal Report 2025- ha spiegato il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Giuseppe Feltrin- emerge un’attività in crescita.


Abbiamo raggiunto i nostri migliori numeri di sempre sia sul fronte delle donazioni che sul fronte dei trapianti. Lo stesso vale per il numero di trapianti e di donazioni dei tessuti e per il numero di trapianti effettuati di midollo, quindi cellule staminali emopoietiche. È dunque un dato complessivamente molto positivo, un dato che rappresenta per noi uno sprone a continuare e a migliorare anche per quest’anno’.
‘Sicuramente- ha inoltre detto- l’aspetto, la nota dolente di questo Report è la crescita delle opposizioni alla donazione, che vengono espresse dai cittadini al momento del rilascio e del rinnovo della carta d’identità. Abbiamo raggiunto un 40% di ‘no’ in questo senso, a fronte di 24 milioni, quasi 25 milioni, di dichiarazioni di volontà che sono quelle segnalate nel Report. E abbiamo, però, due zone sulle quali vogliamo lavorare: da un lato la distribuzione di questo ‘No’ della cittadinanza, concentrato soprattutto nei giovani tra i 18 e i 30 anni e nei cittadini al di sopra dei 60 e 70 anni di età. Su questi, ovviamente, stiamo immaginando percorsi di comunicazione personalizzata per raggiungerli, per parlare con loro del mondo della donazione e dei trapianti’.
‘C’è anche da ricordare- ha concluso Feltrin- che di dieci persone che vanno a fare la carta d’identità, sei si esprimono per il Sì o per il No, quattro non si esprimono per nulla. A queste persone, ovviamente, vogliamo parlare per convogliare un messaggio positivo, un messaggio di fiducia rispetto a un sistema che, per quanto riguarda il mondo delle donazioni, è uno dei più garantisti, se non il più garantista al mondo, garantista proprio nel senso della protezione del donatore’.

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