
In occasione della Settimana del Cervello 2026 (16-22 marzo), dedicata al confronto tra le diverse dimensioni dell’intelligenza umana e artificiale, il Gruppo Brain&Care ha condotto un sondaggio su un campione di 168 persone di età compresa tra i 18 e i 70 anni con l’obiettivo di indagare il rapporto tra Salute del Cervello e utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale.
Sfiducia diffusa nell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale
L’indagine restituisce un quadro complessivamente positivo, seppur evidenziando alcune aree di attenzione. Il 35,7% degli intervistati dichiara di non utilizzare frequentemente strumenti di intelligenza artificiale (Chat GPT, Gemini, Claude e Perplexity) nella propria quotidianità. Il 38,7% afferma invece di farne uso spesso o molto spesso, mentre il 25,6% li utilizza occasionalmente. Alla domanda ‘In che occasioni utilizzi questi strumenti?’, il 70,3 % indica l’ambito lavorativo/ scolastico
e l’8,3% per ricerche relative a sintomi e malattie. Seguono richieste relative a traduzioni (6,9%) viaggi o consigli d’acquisto (4,8%), ricette di cucina (3,4%) e solo in misura marginale (1,4%) per suggerimentiriguardanti la vita sentimentale o le relazioni di amicizia.
Salute del cervello e AI: percezioni e impatti
Per quanto riguarda l’impatto sull’attività mentale, il 71,7% degli intervistati afferma di percepire la propria mente invariata rispetto al periodo precedente all’utilizzo degli strumenti di IA, mentre il 21% dichiara di sentirla più “leggera”.
In linea con questa percezione di neutralità, il 73,8% del campione ritiene che la disponibilità di un chatbot attivo 24 ore su 24 non incida sulla percezione della solitudine. Analogamente, il 67,9% afferma di non sentirsi inadeguato né di mettere in discussione la propria realtà confrontandosi con modelli percepiti come “perfetti”. Tuttavia emergono anche alcuni elementi di attenzione: una persona su due ritiene che, in determinate circostanze, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale possa contribuire ad aumentare livelli di ansia o stress.
L’esigenza di limiti chiari
Alla richiesta di individuare possibili limiti nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale volti a salvaguardare il Benessere del Cervello, le risposte degli intervistati convergono su quattro ambiti ricorrenti. In primo luogo emerge il tema dell’età di accesso, con la proposta di consentire l’utilizzo di questi strumenti prevalentemente alle persone maggiorenni o, nel caso dei minori, solo sotto la supervisione di adulti. Un altro aspetto evidenziato riguarda la frequenza di utilizzo: viene sottolineata la necessità di limitarne il tempo e l’intensità di impiego, affinché l’intelligenza artificiale rimanga uno strumento di supporto e non diventi un riferimento costante nella gestione delle attività quotidiane. Particolare attenzione viene inoltre posta agli ambiti di applicazione. Secondo il campione, l’ utilizzo dell’AI in contesti delicati (medico-sanitario, estetico e relazionale) potrebbe contribuire a rafforzare modelli irrealistici o standard difficilmente raggiungibili, con possibili ripercussioni negative sul benessere mentale. Infine viene ribadita l’importanza di verificare sempre l’attendibilità delle informazioni ricevute e delle fonti consultate, ricordando come l’intelligenza artificiale non possa sostituire la professionalità e la competenza di un esperto.
«Dal sondaggio emerge come oggi le persone siano sempre più consapevoli della propria sfera personale e dei segnali di stress. La salute del cervello rappresenta la base della qualità della vita: è un equilibrio tra corpo, mente ed emozioni. Per questo è fondamentale continuare a sensibilizzare su questi temi. Il benessere dell’individuo passa sempre più dalla mente e prendersene cura è una responsabilità verso sé stessi. Brain&Care lavora proprio in questa direzione, offrendo percorsi personalizzati e strumenti concreti per rispondere ai bisogni delle persone e promuovere una cultura diffusa della salute mentale», commenta Gabriele Zanardi, Psicologo, Psicoterapeuta e Responsabile dell’Area Psicologica e Neuroscienze di Brain&Care Milano.
| Intelligenze umane: il tema dell’edizione 2026 L’edizione 2026 della Settimana del Cervello è dedicata al confronto tra le diverse dimensioni dell’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale: due ambiti che stanno profondamente trasformando il modo di vivere, pensare e relazionarsi. Al centro del dibattito le molteplici forme dell’intelligenza umana (emotiva, sociale, corporea, creativa, narrativa, etica) e il loro dialogo con le tecnologie digitali. Le attività a sostegno svolte da Brain&Care In occasione della Settimana del Cervello, i professionisti Brain&Care e Kormed promuovono una serie di iniziative dedicate alla divulgazione scientifica: Screening gratuiti nei centri di Milano, Torino, Varese e Rimini.Corso ECM “Vulnerabilità, comportamenti e interventi innovativi: un approccio multidisciplinare per medici e psicologi”, in programma giovedì 19 marzo dalle 17.00 alle 21.00 a Roma presso il Poliambulatorio Kormed Sanem Somalia con possibilità di partecipazione da remoto accedendo al seguente link https://lnkd.in/d_qbpbNHCiclo di 4 webinar durante la Settimana del Cervello, live attraverso i canali Facebook, Instagram, LinkedIn e YouTube di Brain&Care e la pagina Facebook di Kormed. Il primo appuntamento, dedicato alla partnership tra Brain&Care e Kormed, si terrà lunedì alle ore 14.00. Martedì, mercoledì e venerdì alle ore 12.30 si svolgeranno ulteriori incontri dedicati rispettivamente alla Neuromodulazione, ai nuovi approcci alle dipendenze comportamentali e alle strategie di intervento per l’Alzheimer e il declino cognitivo. |
