• Dom. Mar 15th, 2026

HIV in Europa: l’allarme ECDC conferma il fallimento delle politiche di disinvestimento. Plus APS / BLQ Checkpoint: “Si muore più di 14 anni fa. Non è un destino, è una scelta politica”

Nota Plus APS

I dati pubblicati dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) confermano uno scenario che da tempo chi opera sul territorio conosce bene: l’Europa non raggiungerà gli obiettivi UNAIDS al 2030 e, su diversi indicatori, la situazione sta peggiorando.

La tabella diffusa dall’ECDC è inequivocabile:

– l’obiettivo di 500.000 persone in PrEP entro il 2025 non è raggiungibile;

– il primo e il secondo “95” restano sotto soglia;

– solo la soppressione virale tra le persone in trattamento risulta raggiunta;

– l’incidenza non registra la riduzione prevista;

– la mortalità mostra un incremento preoccupante.

In Europa oggi si muore di HIV più che 14 anni fa.

Per Plus APS e per il servizio community-based BLQ Checkpoint, attivo a Bologna da oltre dieci anni nella prevenzione, nel testing e nel supporto alle persone con HIV, questi numeri non sono astratti: sono il riflesso diretto di scelte politiche precise.

Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo disinvestimento nella prevenzione, nella ricerca e nei servizi territoriali, sia a livello internazionale sia europeo. L’assenza di “HIV-dedicated calls” nel programma EU4Health 2026 rappresenta un segnale grave di ulteriore arretramento politico su un tema che dovrebbe invece restare prioritario. Anche in Italia le conseguenze sono tangibili. I tagli alla sanità pubblica, insieme alla riduzione dei budget e alla carenza cronica di personale medico e infermieristico, stanno mettendo in seria difficoltà i servizi clinici. In Emilia-Romagna la situazione è particolarmente delicata: il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, il più grande centro clinico regionale per l’HIV — con circa 4.000 persone con HIV in carico e oltre 1.000 persone in PrEP seguite — opera in un contesto di forte pressione determinato proprio dai tagli economici e dalla mancanza di personale sanitario causata dal blocco delle assunzioni.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: i continui tagli e l’assenza di investimenti strutturali rischiano di ritardare o limitare l’accesso ai farmaci innovativi, come la PrEP iniettiva long acting, già disponibile in altri contesti, e verosimilmente anche alle prossime formulazioni long acting orali. «La fotografia scattata dall’ECDC dimostra che l’HIV non è affatto superato. Quando si tagliano fondi alla prevenzione, quando si riducono i budget dei grandi centri clinici e si blocca il turn over di medici e infermieri, il risultato è inevitabile: diagnosi tardive, difficoltà di accesso ai percorsi di cura, aumento delle infezioni e, purtroppo, più morti» — Sandro Mattioli, Presidente di Plus APS.

Plus APS ricorda che l’HIV è oggi una condizione clinicamente gestibile grazie alle terapie antiretrovirali e che la prevenzione combinata — test regolari, PrEP, informazione scientifica corretta e contrasto allo stigma — è efficace e sostenibile. Ma tutto questo richiede investimenti strutturali e continuità politica.

«Non siamo di fronte a un fallimento tecnico. Siamo di fronte al risultato di scelte di disinvestimento. E le scelte politiche possono essere cambiate. Prevenire è meglio che curare, soprattutto quando la cura non esiste e la prevenzione funziona» — Sandro Mattioli.

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