
Un rinnovato reparto di Medicina d’Urgenza all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, con 10 posti letto destinati alla degenza ordinaria evoluta e 10 alla terapia sub-intensiva, che si estende su una superficie di 500 metri quadrati, in un contesto ambientale uniformato ai più elevati standard di sicurezza. Ad inaugurarlo oggi il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, accompagnato durante la visita dal direttore della Asl Roma 2, Francesco Amato. L’intervento, con una spesa di circa 400mila euro, e realizzato nell’ambito del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19 (ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legge 34 del 2020), ha comportato la riconversione funzionale di un intero reparto, con un profondo adeguamento impiantistico e tecnologico, per garantire “un’assistenza completa, integrata e continua, dall’acuzie alla gestione delle cronicità”.
“Sono contento perché il Sant’Eugenio, che ha dei professionisti straordinari, torna ad avere una centralità all’interno di questo quadrante del territorio. Questo- ha detto Rocca– non è un ‘ospedaletto’ ma un ‘signore ospedale’, da sempre un punto di riferimento, ma deve essere messo nelle condizioni di avere il meglio come strutture, tecnologie e come risorse perché i professionisti già ci sono. È un lavoro di completamento e, se vogliamo, di restituzione in termini di dignità a tutto il personale che ci lavora, perché per dare il proprio meglio si ha bisogno anche di tecnologie adeguate. La mia soddisfazione, oggi, è nel vedere che questo lavoro è una costante che sta andando avanti”.
Secondo il dg Amato, oggi “un altro tassello va ad occupare un posto importante nell’area dell’Emergenza-Urgenza del Sant’Eugenio- ha proseguito- che poi completeremo definitivamente con la ristrutturazione del pronto soccorso e con la radiologia interventistica.
Nel reparto si è andati oltre la ristrutturazione, perché si tratta di una trasformazione profonda che va nella logica della intensità di cure, con 20 posti letti di cui 10 dedicati alla terapia sub-intensiva, peraltro rimodulabili con una area a pressione anche negativa, qualora un’altra pandemia dovesse arrivare. Abbiamo puntato anche all’umanizzazione del reparto, c’è stata molta attenzione alla cromoterapia, all’accoglienza e alla qualità non solo delle prestazioni essenziali ma anche dell’accoglienza del paziente nella sua complessità. Per noi è un motivo di orgoglio: con questo grande ospedale della città offriamo ai cittadini le migliori opportunità di cura che la scienza medica ci mette a disposizione”.
La nuova configurazione consente una “gestione flessibile degli spazi” e una “rapida rimodulazione dell’assetto assistenziale in base alle esigenze cliniche”, elemento decisivo per affrontare situazioni di emergenza e per garantire continuità nella presa in carico dei pazienti più fragili. In questo modo l’Azienda rafforza il presidio ospedaliero, in coerenza con il potenziamento già avviato sul territorio, offrendo un’assistenza a tutto tondo che accompagna il cittadino lungo l’intero percorso di cura. L’idea, hanno spiegato dalla Asl Roma 2, è dunque quella di rafforzare e stabilizzare la rete dell’emergenza-urgenza del Sant’Eugenio: lo scorso anno si era partiti con la terapia intensiva, ampliata di ulteriori 10 posti letto, oggi un rinnovato reparto di Medicina d’Urgenza, mentre a breve (l’auspicio è “entro l’estate”) partiranno anche i lavori al pronto soccorso. I fondi messi a disposizione per l’intero rinnovo della Medicina d’Urgenza dell’ospedale romano sono pari a circa 10 milioni di euro.
Particolare rilievo, nella nuova Medicina d’Urgenza, assumono le innovazioni tecnologiche introdotte. L’impianto di aerazione pre-esistente è stato completamente sostituito con una nuova Unità di Trattamento Aria capace di garantire almeno sei ricambi orari in ogni stanza di degenza, dotata di filtrazione assoluta HEPA H14 in immissione ed espulsione. Questo sistema assicura un controllo avanzato della carica microbica, aumentando la protezione dei pazienti critici e migliorando la sicurezza complessiva degli ambienti. L’infrastruttura elettrica è stata integralmente rifatta e, nelle stanze di Sub Intensiva, sono stati installati trasformatori di isolamento e nuovi sistemi di controllo dell’isolamento. Ciò rende possibile l’esecuzione di pratiche cliniche ad alta complessità in condizioni di massima sicurezza, con un beneficio diretto per i pazienti che necessitano di monitoraggio continuo e trattamenti intensivi. Anche la rete dei gas medicali è stata potenziata e ridimensionata, con particolare attenzione ai sistemi di distribuzione dell’ossigeno e dell’aria compressa. Questo adeguamento garantisce “continuità nell’erogazione delle prestazioni e maggiore affidabilità nei momenti di maggiore pressione assistenziale, offrendo un supporto fondamentale nella gestione delle condizioni cliniche più delicate”. Accanto agli aspetti tecnologici, l’intervento ha valorizzato l’umanizzazione degli ambienti, attraverso soluzioni orientate al comfort visivo e alla qualità percettiva degli spazi. Luce, colori e materiali sono stati scelti per ridurre lo stress percepito da pazienti, visitatori e operatori, contribuendo a creare un ambiente di cura più accogliente e riconoscibile, nel pieno rispetto dei requisiti igienico sanitari. “Si tratta di una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata- hanno fatto sapere ancora dalla Asl Roma 2-capace di rispondere con efficacia alle emergenze e di garantire continuità assistenziale anche nelle situazioni di maggiore fragilità, a tutela dell’intera comunità”.
