• Mer. Gen 14th, 2026

L’Università di Modena e Reggio Emilia si è aggiudicata quasi tre milioni di euro nella terza edizione del Fis-Fondo Italiano per la Scienza, il bando promosso dal ministero dell’Università e della Ricerca per sostenere progetti di eccellenza. A ottenere il finanziamento sono stati due progetti presentati e coordinati da docenti del dipartimento di Scienze della Vita di Unimore, entrambi ammessi tra le migliori proposte a livello nazionale.

Luca Pinzi, ricercatore, guiderà il progetto “Progettazione e sviluppo di inibitori duali (KRas-G12C/ADAM17) per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule”: sta beneficiando di un finanziamento di 1,1 milioni. Se il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è uno dei tumori più aggressivi e diffusi al mondo, spesso resistente alle terapie, soprattutto quando presenta mutazioni della proteina KRas, come la G12C, alcuni studi recenti hanno mostrato come questa mutazione, insieme all’iperattivazione di vie di segnalazione cellulari regolate dalla proteina ADAM17, favorisca la crescita tumorale e la resistenza ai farmaci nel NSCLC, rendendo KRas-G12C e ADAM17 bersagli ideali per strategie polifarmacologiche. Sulla base di questo, il progetto Unimore mira a sviluppare i primi inibitori duali delle proteine ADAM17 e KRas-G12C, come strategia innovativa per il trattamento delle forme di NSCLC resistenti ai farmaci. “Candidati promettenti da un punto di vista terapeutico- spiegano in ateneo- verranno progettati mediante metodi computazionali innovativi basati sull’intelligenza artificiale, la chemoinformatica e la modellistica molecolare, per essere poi sintetizzati e testati biologicamente per valutarne l’efficacia in modelli in vitro e in vivo della patologia”. 

Il progetto “Sensori elettronici organici gerarchici per la fenotipizzazione dell’Alzheimer e delle malattie infiammatorie”, invece, riceverà un finanziamento di quasi 1,9 milioni di euro. Coordinato dal prof Fabio Biscarini, si tratta di uno studio di bioelettronica organica applicato allo studio della correlazione tra la malattia di Alzheimer e le angiopatie infiammatorie del cervello. Il progetto HELP-AD, che nasce dalla sinergia tra i gruppi del prof Fabio Biscarini e dei colleghi Giovanna Zamboni e Carlo Salvarani, sviluppa sensori basati su transistor organici per individuare nel sangue anticorpi legati alla proteina beta-amiloide, associata all’Alzheimer. 

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