• Sab. Feb 14th, 2026

Jake Schneider, 35 anni, originario di Austin (Texas, Stati Uniti), affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), ha riconquistato la sua indipendenza nell’utilizzo di dispostivi elettronici grazie all’impianto cerebrale di Neuralink, la società fondata da Elon Musk. Si tratta del settimo paziente coinvolto nella sperimentazione clinica del dispositivo Neuralink.


“Dopo la diagnosi nel febbraio 2022- si legge in un comunicato- Schneider ha visto progressivamente peggiorare i sintomi della malattia nella mobilità di braccia e mani, aggravati dal contestuale e costante accumulo di difficoltà quotidiane, come l’uso della dettatura vocale, che molto spesso falliva a causa dei rumori di fondo”. Nel giugno 2025, quindi, è stato sottoposto ad un intervento neurochirurgico presso l’Istituto Neurologico Barrow di Phoenix, dove i criteri del trial clinico sono stati estesi anche ai pazienti affetti da SLA.
“Non avevo niente da perdere”, ha dichiarato Schneider, raccontando la decisione di partecipare alla sperimentazione clinica. L’intervento, della durata di meno di cinque ore, ha previsto l’inserimento di 120 fili ultrasottili nella corteccia motoria sinistra tramite un sistema robotico ad alta precisione.
L’impianto funziona come un’interfaccia cervello-computer (BCI), in grado di registrare e decodificare l’attività neuronale associata all’intenzione di movimento, traducendola in comandi digitali. Grazie a questa tecnologia, Jake ora può controllare un cursore, scrivere testi e utilizzare dispositivi elettronici senza alcun input fisico, migliorando “in modo significativo la propria capacità di comunicazione e interazione”. Tra i risultati più rilevanti, come dichiarato dallo stesso paziente, la possibilità di tornare a svolgere attività quotidiane e interagire con il proprio figlio attraverso il gioco digitale, recuperando una parte significativa dell’autonomia persa con la progressione della malattia. “Sessioni quotidiane di 2-4 ore con gli ingegneri Neuralink- prosegue la nota- lo fanno sentire parte di un lavoro più ampio, avendogli ridato un obiettivo”.
Il caso di Jake Schneider si inserisce nel più ampio percorso di ricerca sulle neurotecnologie promosso da Elon Musk attraverso Neuralink, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni in grado di aumentare l’autonomia delle persone affette da paralisi e malattie neurologiche. Sebbene la tecnologia sia ancora in fase sperimentale e soggetta a rigorosi protocolli clinici, i primi risultati “mostrano il potenziale delle interfacce cervello-computer nel migliorare la qualità della vita dei pazienti”, conclude la nota.

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