
“Per anni ho nascosto l’incontinenza, convinta che fosse ‘normale’ dopo i 50 anni. Quando finalmente ne ho parlato al mio medico, ho scoperto che esistono soluzioni semplici e personalizzate. Oggi mi sento di nuovo padrona della mia vita”, Maria, 57 anni. “Mi sembrava un tabù, qualcosa di cui non si può parlare. Invece aprirmi con la mia famiglia è stato liberatorio. L’incontinenza non definisce chi sono”, Roberto, 63 anni.
Le storie di Maria e Roberto raccontano una realtà che interessa tra 55 e 60 milioni di persone in Europa, ma che continua a rimanere largamente invisibile. Secondo il Rapporto ‘The health, socio-economic and environmental costs of continence problems in the Eu’, l’incontinenza urinaria è costata ai Paesi europei 69,1 miliardi di euro nel solo 2023, con un impatto economico sulle donne quattro volte superiore rispetto agli uomini. Un onere pari a circa la metà del costo economico del diabete e a quasi due terzi di quello attribuito al cancro. In assenza di interventi mirati di prevenzione, diagnosi e trattamento, il costo complessivo potrebbe aumentare del 25% entro il 2030.
L’incontinenza urinaria raramente si presenta come una condizione isolata. Una recente pubblicazione dell’Associazione Europea di Urologia evidenzia come sia strettamente collegata a numerose malattie non trasmissibili, tra cui tumori, patologie cardiovascolari, neurologiche, respiratorie, muscoloscheletriche, diabete e disturbi della salute mentale. La relazione è spesso bidirezionale: queste condizioni possono favorire l’insorgenza dell’incontinenza e, allo stesso tempo, l’incontinenza può aggravare il carico fisico e psicologico dei pazienti. Nonostante questi numeri, la salute della continenza continua a ricevere un’attenzione limitata nelle politiche sanitarie europee e non trova ancora adeguato spazio nei principali programmi dedicati alle malattie croniche non trasmissibili e al cancro. Un ritardo che pesa sui pazienti, sulle famiglie, sui sistemi sanitari e sul mondo del lavoro, dove assenteismo e riduzione della produttività rappresentano una quota significativa dell’onere economico complessivo.
Per richiamare l’attenzione su queste sfide e promuovere una maggiore integrazione della salute pelvica nelle politiche sanitarie, a Roma, presso la Casa dell’Aviatore, si è tenuto il Global Summit on Pelvic Health ‘Empowering Patients, Advancing Science’, promosso dalla World Federation of Incontinence and Pelvic Problems (Wfipp) in occasione del ventesimo anniversario della Federazione. L’incontro ha riunito associazioni di pazienti, clinici, ricercatori, rappresentanti istituzionali e stakeholder internazionali per discutere prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure e qualità della vita. “Per vent’anni la Wfipp ha lavorato affinché le persone che convivono con l’incontinenza e i disturbi del pavimento pelvico non fossero più invisibili. Oggi sappiamo che non si tratta soltanto di una questione individuale, ma di una sfida di salute pubblica che coinvolge milioni di cittadini, le loro famiglie e i sistemi sanitari. È necessario riconoscere la salute della continenza come una priorità nelle politiche sanitarie, promuovendo diagnosi tempestive, accesso alle cure e una maggiore consapevolezza, affinché nessuno sia costretto a soffrire in silenzio”, ha dichiarato Mary Lynne Van Poelgeest-Pomfret, presidente della World Federation of Incontinence and Pelvic Problems.
Nel corso della giornata sono state inoltre presentate esperienze e testimonianze di pazienti provenienti da diversi Paesi, insieme alle raccomandazioni per rafforzare la prevenzione, favorire l’accesso a trattamenti efficaci e migliorare la raccolta dei dati epidemiologici a livello europeo. Fondata nel 2006, la World Federation for Incontinence and Pelvic Problems (Wfipp) è una federazione di organizzazioni nazionali di pazienti e istituzioni, che mira a dare ampia visibilità ai temi dell’incontinenza e della disfunzione del pavimento pelvico. I suoi obiettivi principali sono la consapevolezza, il sostegno e l’azione. Negli ultimi anni, la Wfipp ha ampliato significativamente il proprio impegno nell’ambito della salute femminile, un tema che rappresenta oggi una delle principali priorità sanitarie a livello globale. In questa prospettiva, la Federazione ha sviluppato programmi e percorsi formativi dedicati a condizioni che incidono profondamente sulla qualità della vita delle donne, tra cui l’endometriosi e le problematiche correlate alla menopausa. Particolare attenzione è stata rivolta ai disturbi del pavimento pelvico e all’incontinenza urinaria, condizioni spesso sottodiagnosticate ma di grande impatto sanitario e sociale. A testimonianza di questo crescente impegno scientifico, la Wfipp ha avviato importanti collaborazioni con autorevoli organizzazioni internazionali come la European Menopause Society e la European Urogynaecology Association, ed è oggi regolarmente invitata a intervenire nei principali congressi e incontri scientifici internazionali, contribuendo al dialogo multidisciplinare e alla diffusione delle migliori pratiche cliniche e preventive.
