
Un team dell’Università di Padova, guidato da Elisa Greggio e con Giulia Tombesi come prima autrice, ha identificato una nuova funzione della proteina LRRK2 nella regolazione delle connessioni tra neuroni. Lo studio, pubblicato su eLife, aiuta a capire cosa accade nel cervello prima che compaiano i sintomi motori del Parkinson.
Perché è importante
- LRRK2 è tra le cause genetiche ereditarie più comuni del Parkinson, ma è coinvolta anche nelle forme sporadiche (senza familiarità).
- Capire la sua funzione “normale” è il passo indispensabile per capire come una sua alterazione porti alla neurodegenerazione.
- Lo studio sposta il focus dalla fase terminale — la morte dei neuroni dopaminergici — alle fasi precoci e potenzialmente reversibili della malattia.
- Individuare meccanismi d’intervento prima della degenerazione apre a strategie terapeutiche preventive, non solo sintomatiche.
Cosa è successo (Driving the news)
- Il gruppo di ricerca ha scoperto un legame diretto tra LRRK2, la risposta al BDNF (fattore neurotrofico che stimola crescita e sopravvivenza dei neuroni) e la gestione del citoscheletro di actina.
- L’actina è l’impalcatura interna della cellula: permette ai neuroni di cambiare forma e sostiene la plasticità sinaptica.
- Quando l’attività di LRRK2 è alterata, i neuroni perdono la capacità di rispondere ai segnali di crescita e non riescono a rimodellare le proprie connessioni.
- La scoperta è il risultato del progetto “LRRKing”, finanziato dal programma STARS dell’Ateneo patavino.
- Lo studio è stato pubblicato con il titolo “LRRK2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics” su eLife, 2026.
I numeri (By the numbers)
- 1 proteina al centro dello studio: LRRK2, tra i target più studiati al mondo nella ricerca sul Parkinson.
- 20+ autori coinvolti nella pubblicazione, segno di una collaborazione multidisciplinare estesa.
- 2 i centri principali coordinatori: Università di Padova e Northwestern University di Chicago.
- 4 anni: il periodo di ricerca svolto da Elisa Greggio ai National Institutes of Health (NIH) di Bethesda, USA.
- 2009: anno del rientro in Italia di Greggio grazie al programma ministeriale “Rientro dei Cervelli”.
- 2015: anno in cui riceve il “Premio Milla Baldo Ceolin” come migliore giovane ricercatrice dell’Ateneo.
- Cadenza biennale del programma di finanziamento STARS che ha sostenuto il progetto.
Il quadro generale (The big picture)
- La ricerca si inserisce nel filone globale che studia il Parkinson come malattia sinaptica precoce, non solo come degenerazione dopaminergica tardiva.
- La collaborazione con la Northwestern University prosegue all’interno di Aligning Science Across Parkinson’s (ASAP), network internazionale dedicato ai meccanismi biologici della malattia.
- Il prossimo filone di ricerca tra Greggio e Loukia Parisiadou indagherà i legami tra invecchiamento cerebrale, stress ossidativo dell’RNA e alterazioni dei ribosomi nei neuroni dopaminergici a rischio.
- Il modello STARS di Padova — che replica i criteri di valutazione dell’European Research Council (ERC) — mostra come i finanziamenti alla ricerca di base possano generare collaborazioni internazionali durature, oltre il singolo progetto.
Tra le righe (Between the lines)
- Lo studio non ha lavorato solo su modelli animali: le analisi sono state condotte anche su neuroni umani ottenuti riprogrammando cellule staminali, un dettaglio che rafforza la rilevanza traslazionale dei risultati.
- La combinazione di tecniche — biologia molecolare, analisi omiche, microscopia ad alta risoluzione ed elettrofisiologia — indica un approccio integrato raro per un singolo studio, reso possibile solo dalla rete di collaborazioni costruita nel tempo.
- Il fatto che LRRK2 sia già un bersaglio farmacologico in sviluppo (esistono inibitori di LRRK2 in fase di sperimentazione clinica per il Parkinson) rende questa scoperta particolarmente rilevante: capire il suo ruolo fisiologico nelle sinapsi aiuta a prevedere possibili effetti collaterali di farmaci che ne bloccano l’attività.
- Resta aperta la domanda su quanto precocemente questi deficit sinaptici siano rilevabili nell’uomo, e se possano diventare un biomarcatore diagnostico prima della diagnosi clinica classica.
Lo studio dal titolo “LRRK2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics” pubblicato su «eLife» che vede come prima autrice Giulia Tombesi ed il coordinamento scientifico di Elisa Greggio, docente di Fisiologia al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ha individuato una nuova funzione della proteina LRRK2 nel regolare le connessioni tra le cellule nervose. La scoperta aiuta a far luce sui primissimi meccanismi cellulari che si innescano nel cervello prima ancora che si manifestino i sintomi della malattia di Parkinson.
Il lavoro rappresenta il coronamento del progetto STARS, sostenuto dall’Ateneo attraverso il programma di finanziamento, denominato “LRRKing”, nato proprio per comprendere come questa proteina plasmi la struttura dei neuroni.
L’impalcatura dei neuroni e il segnale di crescita
Link alla ricerca: https://elifesciences.org/
Titolo: “LRRK2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics” – «eLife» 2026
Autori: Giulia Tombesi, Shiva Kompella, Giulia Favetta, Chuyu Chen, Marta Ornaghi, Yibo Zhao, Ester Morosin, Martina Sevegnani, Adriano Lama, Antonella Marte, Ilaria Battisti, Lucia Iannotta, Nicoletta Plotegher, Laura Civiero, Franco Onofri, Britta J Eickholt, Giovanni Piccoli, Giorgio Arrigoni, Dayne Beccano-Kelly, Claudia Manzoni, Loukia Parisiadou* e Elisa Greggio*
Antonio Caperna
