
Un farmaco della classe GLP-1, la semaglutide, ha prolungato la durata della vita in topi anziani e sani, attenuando diversi effetti dell’invecchiamento. Lo studio, finanziato dai National Institutes of Health (NIH), è stato condotto da ricercatori dell’Università della California, Berkeley, e pubblicato su Nature il 2 settembre 2026.
Il team, guidato da Danica Chen, ha confrontato gli effetti del trattamento con quelli della restrizione calorica, uno degli interventi anti-invecchiamento meglio documentati negli animali da laboratorio. Il farmaco ha riprodotto molti benefici della dieta ipocalorica, superandoli in alcuni ambiti.
“La maggior parte delle malattie croniche è profondamente radicata nel processo di invecchiamento. Se gli agonisti del GLP-1 lo rallentano effettivamente, allora ci si aspetterebbe di osservare un’ampia gamma di benefici clinici”, ha affermato Rafael de Cabo, ricercatore senior al National Institute on Aging del NIH, autore di un commento sullo studio.
Il disegno sperimentale
I ricercatori hanno somministrato semaglutide a topi femmina di 20 mesi, un’età in cui gli effetti dell’invecchiamento sono già evidenti. Un primo esperimento ha previsto tre mesi di trattamento, confrontato con un gruppo di controllo non trattato.
Un secondo gruppo di animali ha ricevuto il farmaco fino alla fine della vita naturale, per misurarne l’effetto sulla longevità complessiva.
Funzioni muscolari e cognitive migliorate
Rispetto al gruppo di controllo, i topi trattati con semaglutide per tre mesi hanno mostrato un miglioramento delle funzioni muscolari e cognitive. L’analisi dell’espressione genica ha rilevato una riduzione di tratti tipici dell’invecchiamento, tra cui l’aumento dell’infiammazione cronica e il calo della capacità rigenerativa dei tessuti.
Nei topi trattati fino a fine vita, la durata media è risultata superiore di quasi 100 giorni rispetto agli animali non trattati, un incremento significativo nell’aspettativa di vita di un topo di laboratorio.
Semaglutide contro restrizione calorica
Per capire se i benefici osservati derivassero semplicemente dalla riduzione dell’apporto calorico indotta dal farmaco, gli autori hanno condotto un secondo esperimento della durata di cinque mesi. Un gruppo di topi di 20 mesi ha ricevuto semaglutide, mentre un altro gruppo è stato sottoposto a una dieta ridotta del 24% rispetto al normale, un livello di restrizione calorica paragonabile a quello indotto dal farmaco.
I due gruppi hanno mostrato numerose analogie, con la maggior parte dei parametri fisiologici stabili in entrambi i casi. Tuttavia, gli animali trattati con semaglutide hanno superato i livelli basali in comportamento esplorativo, memoria spaziale e controllo della glicemia, con risultati migliori rispetto al gruppo in restrizione calorica.
Una differenza rilevante ha riguardato il metabolismo basale: ridotto nei topi a dieta, sostanzialmente invariato in quelli trattati con il farmaco.
Una via biologica distinta
“Queste differenze suggeriscono la possibilità che i farmaci GLP-1 agiscano su una via biologica indipendente dalla restrizione calorica. Scoprire questa via e i benefici che ne potrebbero derivare è una direzione importante per la ricerca futura sulla longevità”, ha spiegato Chen, autrice corrispondente dello studio e professoressa di biologia metabolica e nutrizione a UC Berkeley.
Cosa significa per gli esseri umani
I risultati riguardano modelli animali e non implicano che effetti simili si verifichino nell’uomo nello stesso modo o con la stessa intensità. Saranno necessari ulteriori studi clinici per valutare l’effetto dei GLP-1 sulla longevità nei pazienti, come indicato anche da una recente analisi post-hoc dello studio SLIM LIVER.
Chen ha aggiunto che le future ricerche cliniche potrebbero estendersi a persone anziane sane, ampliando il possibile campo di applicazione di questi farmaci oltre il trattamento di diabete e obesità.
Lo studio è stato finanziato dal NIH attraverso le sovvenzioni NIA R01AG063404, R01AG063389 e R01AG082105.
Yufan Feng et al. Late-life semaglutide treatment slows ageing and extends lifespan in female mice. Nature. September 2, 2026. DOI: 10.1038/s41586-026-10940-7
