
La metastasi è spesso immaginata come qualcosa di molto caotico: cellule tumorali che si staccano, si disperdono, proliferano senza controllo. I risultati di questo studio suggeriscono qualcosa didiverso, per certi aspettiinquietante, per altri straordinariamente importante per chi cerca di fermare il cancro. I tumori più difficili da curare potrebbero crescere non attraverso il disordine, bensì attraverso una sorta di disegno – “rubando”, per così dire, uno dei programmi più belli della vita, quello che permette di costruire un embrione, e piegandolo a strumento di malattia. E proprio perché è un disegno, ha una struttura. E ogni struttura ha il suo punto di cedimento.
Il gruppo di ricerca dell’Università di Padova, dello IOV e dell’Istituto AIRC di Oncologia Molecolare (IFOM), ha mostrato che il tumore al seno metastatico non si espande in modo casuale, ma attraverso un disegno ordinato – quasi un cantiere biologico con le sue regole e la sua geometria. Gli scienziati hanno per questo effettuato ricostruzioni in tre dimensioni di tumori umani e altri sistemi sperimentali. Lo studio fa parte del programma AIRC “5 per mille” dal titolo “La Metastasi come malattia meccanica”, coordinato dal professor Stefano Piccolo, del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e dell’IFOM.
