
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), dopo un percorso di ascolto e coinvolgimento di vari portatori di interesse in ambito scolastico, ha emanato delle Direttive sui dispositivi mobili personali nella scuola dell’obbligo. Le direttive si applicano sia alle scuole comunali che alle scuole medie e si inseriscono nell’ambito delle misure sostenute dal DECS in ambito di promozione del benessere digitale.
Le nuove direttive, pubblicate qui, alle quali si rimanda per i contenuti integrali, entreranno in vigore a partire da lunedì 30 marzo. Prevedono tra le altre cose che ovunque sulla totalità del perimetro dell’istituto scolastico, sia all’interno degli stabili (ad esempio corridoi, aule, bagni, spogliatoi, palestre) sia sul sedime esterno (ad esempio giardini, corti, porticati, posteggi delle biciclette), i dispositivi mobili personali di allieve e allievi siano sempre spenti (non solo in modalità aerea) e non visibili dall’inizio fino al termine delle attività scolastiche.
Per rispondere ai cambiamenti intercorsi fino a quel momento nella società, già nell’anno scolastico 2015/2016 il DECS, per quanto di sua competenza, aveva attivato un gruppo di lavoro interno per riflettere e regolamentare l’uso dello smartphone nelle scuole, adottando dall’anno scolastico 2018/2019 delle normative per regolamentare l’utilizzo di dispositivi tecnologici di comunicazione personali in seno alla scuola media. A seguito dell’approvazione il 18 febbraio 2020 da parte del Gran Consiglio del Rapporto su una mozione del 2018, tali indicazioni sono state adattate, vietando di fatto l’uso degli smartphone all’interno del perimetro scolastico e raccomandando agli istituti di scuola media di rafforzare, in maniera interdisciplinare, i momenti di riflessione critica sul loro utilizzo. Il Canton Ticino è stato pertanto precursore su questo tema, nel frattempo divenuto di attualità a livello nazionale e internazionale.
Le ragioni di queste direttive sono state esposte dalla Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti tenuto conto dell’evoluzione del contesto generale di diffusione dei dispositivi mobili personali nella società e del progressivo abbassamento dell’età degli utilizzatori, che impone degli adattamenti anche in ambito scolastico per ragioni di educazione, prevenzione e di salute pubblica: “la dipendenza dall’utilizzo di dispositivi elettronici pone seri problemi di salute individuale e pubblica, che come responsabile del DECS, ma anche come medica, ritengo vadano affrontati. È un problema di società. La scuola può giocare un ruolo. Si tratta di moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’educazione all’uso consapevole, responsabile e sicuro delle nuove tecnologie, anche costruendo un’alleanza educativa con le famiglie. Si tratta al tempo stesso di garantire che gli spazi scolastici restino un luogo di scambi umani, di relazioni interpersonali, di socializzazione”.
L’intenzione del DECS di rafforzare ulteriormente l’educazione all’uso consapevole, responsabile e sicuro delle tecnologie, aggiornando e precisando al contempo anche la regolamentazione già in vigore alla scuola media ed estendendo il divieto di utilizzo dei dispositivi mobili personali anche alle scuole comunali, con gli accorgimenti necessari, era già stata resa nota nel corso dello scorso anno scolastico. “Come DECS” – aveva affermato la Direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti nell’ambito della conferenza stampa di apertura dell’anno scolastico 2025/2026– riteniamo opportuno e doveroso sentire e far tesoro dei pareri delle autorità politiche e scolastiche comunali, di altri portatori di interesse, tra cui la Conferenza cantonale dei genitori, e del mondo della scuola, al fine di elaborare e introdurre normative condivise e adeguate al contesto”.
Per allestire e finalizzare le Direttive, il DECS ha tenuto conto delle buone pratiche esistenti, delle sfide concrete riscontrate sul territorio e delle diverse sensibilità presenti. Numerosi elementi utili sono emersi da un rapporto del 20 agosto 2025 sul sondaggio relativo al divieto di dispositivi mobili a scuola realizzato per volontà del DECS presso le direzioni degli istituti scolastici del settore medio con l’obiettivo di delineare un quadro aggiornato riguardante l’applicazione delle normative del 2020 nei vari istituti, le percezioni di allieve, allievi e famiglie, le sfide riscontrate e le proposte di adattamento, fornendo un’analisi comparativa delle esperienze e dei suggerimenti emersi.
In aggiunta a questi elementi, nel corso degli ultimi mesi, il DECS ha ascoltato e coinvolto nelle proprie riflessioni vari portatori di interesse in ambito scolastico (autorità scolastiche cantonali, autorità politiche e scolastiche comunali, famiglie e altri portatori di interesse) al fine di elaborare e introdurre normative per quanto possibile equilibrate, condivise, sensate e proporzionate al contesto, proseguendo al contempo le attività sul fronte dell’educazione all’uso consapevole, responsabile e sicuro delle tecnologie, che rimane centrale in ottica educativa. Nell’ambito dei lavori, tra gli altri, sono stati sentiti i servizi della Divisione della scuola – in particolare la Sezione delle scuole comunali, la Sezione dell’insegnamento medio, il Centro di risorse didattiche e digitali –, le direttrici e i direttori delle scuole comunali, le direttrici e i direttori delle scuole medie, il comitato dell’Associazione dei comuni ticinesi, il comitato della Conferenza cantonale dei genitori e la Piattaforma Cantone-Comuni, la quale ha acconsentito all’allargamento del contesto delle linee guida anche alle scuole comunali.
Commentando le nuove Direttive, la Consigliera di Stato Marina Carobbio afferma: “la sfida educativa e di salute pubblica dovuta alla diffusione sempre più ampia, precoce e spesso non sufficientemente accompagnata di dispositivi mobili personali tra ragazze, ragazzi, bambine e bambini, che negli ultimi anni ha subito un’ulteriore accelerazione, è particolarmente impegnativa. Un uso eccessivo o improprio di tali dispositivi, specialmente tra giovanissimi, pone rischi di salute che vanno presi sul serio e che richiedono degli interventi in termini di prevenzione, sensibilizzazione e accompagnamento. Una risposta efficace a questa sfida che coinvolge tutta la società̀ non può̀ prescindere da una stretta collaborazione tra famiglie, scuola e altre istituzioni educative. In tal senso, indipendentemente dalle presenti direttive e da quanto portato avanti in ambito scolastico, un dialogo e un allineamento tra scuola e famiglia, d’intesa con altri attori dello Stato e della società̀ civile sull’uso dei media digitali è essenziale, andando nella direzione di un’alleanza educativa digitale nell’interesse della tutela della salute e del benessere di ragazze, ragazzi, bambine e bambini.”
Una prima valutazione su eventuali adeguamenti da apportare alle presenti direttive a partire dall’anno scolastico 2026/2027 è prevista al termine dell’anno scolastico 2025/2026, tenendo conto anche del preavviso che esprimerà il Consiglio cantonale dei giovani, organo consultivo a cui verrà sottoposta la direttiva.
