
Nota Plus – Rete Persone LGBT+ Sieropositive APS
PrEP Point Plus – Bologna
“Plus APS / PrEP Point Plus esprime forte preoccupazione per la situazione che si è determinata nell’area metropolitana di Bologna in merito all’accesso alla PrEP (profilassi pre-esposizione all’HIV). Attualmente, a Bologna, non è di fatto possibile iniziare un percorso di PrEP. Il PrEP Point Plus, servizio community based attivo da anni sul territorio, non dispone più delle risorse economiche necessarie per accogliere nuovi utenti ed è quindi costretto a indirizzarli verso l’ambulatorio PrEP del Policlinico Sant’Orsola. Presso tale ambulatorio viene però comunicato alle persone che “per l’accesso al programma PrEP non sono attualmente disponibili posti; potrà ricontattarci tra tre mesi per ricevere ulteriori informazioni”.
Le liste di attesa sembrano quindi chiuse e occorre ripresentarsi dopo alcuni mesi per verificare una possibile riapertura. Questo significa che oggi, nell’area metropolitana di Bologna, iniziare la PrEP non è possibile. Questa situazione rappresenta un grave arretramento nelle politiche di prevenzione dell’HIV, soprattutto in una fase storica in cui la PrEP è riconosciuta come uno degli strumenti più efficaci di prevenzione, in particolare per le persone più esposte al rischio. È importante chiarire che questa non è una responsabilità del singolo ambulatorio o dei professionisti sanitari, che operano in condizioni sempre più difficili. La causa è strutturale: blocco delle assunzioni, carenza di personale, riduzione delle risorse economiche e progressivo definanziamento dei servizi pubblici di prevenzione. Un sistema che non riesce a garantire l’accesso alla PrEP espone concretamente le persone a un aumento del rischio di infezione da HIV, soprattutto le più giovani, che continuano ad avere relazioni sessuali senza poter accedere a uno strumento di prevenzione fondamentale.
A questo si aggiunge un ulteriore rischio, che come associazione osserviamo già nei nostri dati: l’aumento della cosiddetta “PrEP sauvage”, ovvero l’utilizzo di farmaci acquistati online o attraverso canali informali, senza supervisione clinica, senza follow-up medico e senza monitoraggio degli effetti collaterali. Una deriva pericolosa, che va esattamente nella direzione opposta rispetto a una sanità pubblica efficace e sicura. La normativa vigente prevede che la PrEP possa essere prescritta esclusivamente da medici infettivologi del servizio pubblico, sia per l’accesso gratuito al farmaco sia per la prescrizione a pagamento. Se l’accesso alla visita infettivologica è bloccato, viene di fatto impedito ogni canale legale e sicuro di accesso alla PrEP, anche a chi sarebbe disposto a sostenerne il costo. “Tutto questo è inaccettabile in una città come Bologna, storicamente all’avanguardia nelle politichesanitarie e sociali, e rischia di compromettere anni di lavoro nella lotta contro l’HIV”, commenta Sandro Mattioli, responsabile del PrEP Point dell’associazione.
Chiediamo con forza:
- un intervento immediato per garantire l’accesso alla PrEP nell’area metropolitana di Bologna;
- lo sblocco delle assunzioni e il rafforzamento dei servizi di malattie infettive;
- un rifinanziamento strutturale dei programmi di prevenzione;
- il riconoscimento e il sostegno ai servizi community based, che da anni intercettano bisogni reali e
riducono le disuguaglianze di accesso alla salute.
La prevenzione dell’HIV non può essere sospesa, rimandata o messa in lista d’attesa.
Ogni giorno senza PrEP accessibile è un giorno in cui aumenta il rischio di nuove infezioni, con costi
umani, sociali ed economici infinitamente superiori a quelli necessari per prevenire”.
