• Sab. Feb 14th, 2026

SANITA’ ITALIA. MINISTRO SCHILLACI: SERVE CORAGGIO, INVESTIRE SU INVECCHIAMENTO ATTIVO

“La demografia ha determinato nuovi bisogni di salute, legati all’invecchiamento della popolazione, quindi al conseguente aumento di patologie croniche che, come sappiamo, drenano risorse molto significative dal punto di vista economico”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo oggi a Roma al convegno dal titolo ‘La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme. Il ruolo dei parlamenti nazionali nella promozione della salute e del benessere dei cittadini in Italia e in Europa’.

L’evento, organizzato su iniziativa del senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, è in corso presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. “In questo scenario- ha proseguito Schillaci- è necessario ed urgente un cambio di paradigma. Non basta più un servizio sanitario che eccelle nelle cure, bisogna con coraggio investire nelle politiche di invecchiamento attivo e nella prevenzione. Questo significa adozione di stili di vita corretti, promozione di screening oncologici e campagne di sensibilizzazione che rendono il cittadino protagonista della salute. Il ministero che ho il privilegio di guidare si occupa essenzialmente di curare gli italiani, ma vorrei che il prima possibile si occupasse essenzialmente di evitare che le italiane e gli italiani si ammalino”. Se poi consideriamo che “il 60% delle malattie in Italia e in Europa è riconducibile a fattori di rischio modificabili, con regole solide di prevenzione primaria, in primis sana alimentazione e attività fisica, questa è la strada da percorrere. In questa ottica, la prevenzione è diventata una bussola, la stiamo seguendo dall’inizio della legislatura, possiamo affermare che grazie al lavoro sinergico e fruttuoso che è stato portato avanti da governo e Parlamento abbiamo compiuto grandi passi avanti in questo settore”.

La scelta di aumentare le risorse dedicate alla prevenzione persegue “una precisa finalità- ha aggiunto ancora il ministro- che è quella di realizzare una sanità sempre più proattiva e non più semplicemente reattiva. La grande attenzione che abbiamo rivolto alla salute mentale è un altro esempio evidente di una politica capace di individuare e intercettare gli ambiti sui quali intervenire in maniera prioritaria. Basti pensare all’aumento del disagio mentale soprattutto tra i più giovani, che più di tutti hanno sofferto durante la fase pandemica l’assenza di quella socialità necessaria alla formazione della personalità degli individui”. A questi bisogni “abbiamo dato risposte aggiornando, dopo 13 anni di silenzio, il Piano Nazionale per la Salute Mentale e garantendo risorse in finanziaria per la sua attuazione. Parliamo di un documento programmatico che punta a rafforzare le politiche di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza; poi l’istituzione, lo scorso anno, del Fondo per il Sostegno Psicologico agli studenti, che è un altro esempio concreto di una sanità di prossimità, che entra nelle scuole per intervenire precocemente sulle forme di disagio che maggiormente colpiscono i nostri adolescenti”, ha concluso Schillaci.

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