
Tirzepatide ha raggiunto il proprio obiettivo primario, dimostrando un tasso di eventi cardiovascolari maggiori non inferiore rispetto a dulaglutide, includendo morte cardiovascolare, infarto e ictus. E’ quanto afferma “SURPASS-CVOT”, studio di Fase 3, che ha confrontato tirzepatide con dulaglutide in adulti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata.
I risultati sono stati pubblicati oggi su The New England Journal of Medicine.
«Lo studio SURPASS-CVOT fornisce evidenze robuste sul profilo cardiovascolare di tirzepatide in persone con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica. Il trial ha dimostrato che tirzepatide garantisce una protezione cardiovascolare sovrapponibile a quella di dulaglutide, risultando non inferiore nella riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori in una popolazione ad alto rischio. Questi risultati confermano che tirzepatide può essere considerata una terapia con un profilo cardiovascolare protettivo, inserendosi in modo solido tra le opzioni terapeutiche per il diabete di tipo 2. Inoltre, i benefici osservati su controllo glicemico, peso corporeo, funzione renale e altri fattori di rischio metabolico rafforzano il potenziale di un approccio integrato alla prevenzione delle complicanze cardiovascolari nel diabete», afferma il Prof. Francesco Giorgino, Professore Ordinario di Endocrinologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Direttore UO Endocrinologia, Policlinico di Bari e Presidente della Società Europea per lo Studio del Diabete (EASD).
