• Mer. Mag 13th, 2026

La  musica è una fonte di emozioni, relax e connessione sociale. Ma esiste una piccola percentuale di persone che non prova alcun piacere nell’ascoltare musica, pur avendo un udito normale. Questa condizione, chiamata anedonia musicale specifica, è stata studiata dai neuroscienziati dell’Università di Barcellona e descritta su Trends in Cognitive Sciences.

Cos’è l’anedonia musicale

L’anedonia musicale è l’incapacità di trarre gratificazione dalla musica. Chi ne soffre percepisce melodie e armonie senza provare piacere o emozioni legate all’ascolto. Non si tratta di un disturbo dell’udito o di una mancanza di comprensione musicale: il problema è nella connessione tra le aree uditive e il circuito della ricompensa del cervello.

Come funziona il cervello in chi non ama la musica

Grazie alla risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno scoperto che nelle persone con anedonia musicale le aree uditive funzionano normalmente. Tuttavia, il “collegamento” con il sistema di ricompensa – responsabile del piacere derivante da cibo, arte, sesso e interazioni sociali – è debole. Quando ascoltano musica, il circuito della ricompensa mostra un’attività ridotta, mentre risponde normalmente ad altri stimoli, come vincere denaro.

Come si diagnostica: il test BMRQ

Per identificare la condizione è stato sviluppato il Barcelona Music Reward Questionnaire (BMRQ), che valuta cinque modi in cui la musica può essere gratificante:

  • Emozioni
  • Regolazione dell’umore
  • Relazioni sociali
  • Piacere del movimento e della danza
  • Curiosità verso nuove esperienze musicali

Chi ha anedonia musicale ottiene punteggi bassi in tutti e cinque gli ambiti.

Cause possibili e ruolo della genetica

Le origini dell’anedonia musicale non sono ancora chiare, ma studi su gemelli indicano che fino al 54% dell’apprezzamento musicale può essere ereditario. Anche fattori ambientali potrebbero influire. I ricercatori ipotizzano che potrebbero esistere altre “anedonie specifiche”, ad esempio legate al cibo, dovute a simili disconnessioni cerebrali.

Prospettive di ricerca

Gli scienziati stanno lavorando per identificare i geni coinvolti, capire se la condizione sia stabile o possa variare nel tempo, e valutare se sia possibile ripristinare la connessione tra le aree cerebrali coinvolte.

Conclusione
L’anedonia musicale dimostra che il cervello è come un’orchestra: per far “suonare” le emozioni, serve un dialogo perfetto tra tutte le sue sezioni. Quando questo collegamento si interrompe, la musica perde la sua magia.

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