• Gio. Feb 19th, 2026

SANITA’. VENETO ASSUME MEDICI CON TITOLI NON RICONOSCIUTI IN ITALIA

La giunta regionale del Veneto ha approvato un provvedimento che autorizza, in via sperimentale e temporanea, l’assunzione di medici specialisti con titolo conseguito all’estero non ancora riconosciuto in Italia.

Si tratta di un intervento possibile già durante l’emergenza pandemica e confermato dalle successive proroghe normative (oggi regolato dall’articolo 15 del Dl 34/2023, convertito in legge 56/2023): si consente alle Regioni di attivare, fino al 2027, percorsi di reclutamento temporaneo per far fronte alla carenza di personale sanitario. In particolare, il provvedimento “rappresenta una misura straordinaria pensata per rispondere alle criticità ormai strutturali che affliggono i servizi di emergenza-urgenza e i Pronto soccorso delle Ulss venete, sempre più in difficoltà nel reperire personale medico disponibile”, spiega la Regione. L’avviso pubblico, che sarà emanato da Azienda Zero nei prossimi giorni, è rivolto a professionisti già presenti sul territorio nazionale, in possesso di permesso di soggiorno per motivi lavorativi o di cittadinanza italiana. Gli interessati potranno indicare le proprie preferenze per l’assegnazione nelle diverse aziende sanitarie.

“Questa iniziativa nasce dalla necessità di assicurare continuità ai servizi di emergenza e pronto soccorso, che sono presidi fondamentali per la salute dei cittadini. È una risposta pragmatica a una situazione di carenza che riguarda l’intero Paese e che si sta aggravando”, spiega l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Il percorso prevede la selezione per titoli e colloquio da parte di una commissione di esperti per valutare le competenze e la conoscenza dell’italiano. L’assunzione potrà avvenire solo se risulteranno esaurite le graduatorie ordinarie per assunzioni a tempo indeterminato e le graduatorie riservate ai medici in formazione specialistica. I contratti dei medici specialisti con titolo conseguito all’estero non ancora riconosciuto in Italia reclutati in Veneto avranno durata temporanea, fino al 31 dicembre 2027, salvo ulteriori proroghe previste dalla normativa statale.

“Comprendiamo che il tema sia delicato e siamo consapevoli della complessità normativa legata al riconoscimento dei titoli- aggiunge Lanzarin- ma proprio per questo, nella delibera abbiamo previsto un impegno chiaro: ci attiveremo presso il Governo affinché venga definita a livello nazionale una disciplina specifica che consenta anche a questi professionisti di iscriversi a elenchi speciali presso gli Ordini, garantendo trasparenza, sicurezza e uniformità di sistema”.

Il provvedimento si inserisce inoltre nella strategia regionale per il progressivo superamento del fenomeno dei “gettonisti”, i medici a chiamata che operano in regime libero-professionale esternalizzato. L’obiettivo è favorire forme di collaborazione più stabili e integrate con il sistema pubblico, assicurando maggiore continuità e qualità nell’assistenza, in particolare nei servizi di emergenza-urgenza e nei pronto soccorso delle Ulss venete, dove persiste la grave carenza di personale a seguito della mancata partecipazione ai concorsi indetti da Azienda Zero e il ricorso ai “gettonisti” è stato sino ad ora più rilevante. La procedura non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio regionale e non sostituisce i canali ordinari di assunzione, che restano prioritari. “Il nostro obiettivo- conclude Lanzarin- è dare una risposta concreta e immediata ai cittadini, senza rinunciare a promuovere, in parallelo, un confronto costruttivo con tutti i soggetti coinvolti per migliorare le regole e affrontare le sfide di lungo periodo legate alla carenza di personale sanitario”.

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