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NUOVO REPARTO, PIÙ SPECIALISTICHE E PROGETTI CON MEDICI FAMIGLIA. ECCO PEDIATRIA SANT’ EUGENIO ROMA

Mag 24, 2024

“Le case si costruiscono mattoncino dopo mattoncino”. E lei, in quasi sette anni, di mattoni ne ha messi tanti. E’ Elisabetta Cortis, da novembre 2017 direttore della Uoc Pediatria dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. La ristrutturazione del reparto e dei servizi ambulatoriali, l’ampliamento delle attività specialistiche disponibili, l’attività di ricerca, il rafforzamento del legame tra ospedale e territorio. Sono tutti mattoni che, anno dopo anno, Cortis ha piantato per arrivare a un obiettivo: “Cercare di riqualificare la Pediatria dell’ospedale”.

Un obiettivo “che sto portando avanti grazie al team medico-infermieristico con cui lavoro, un team di professionisti qualificati e disponibili a formarsi”, dice Cortis. “Credo moltissimo nel lavoro di gruppo- aggiunge- da soli non si va da nessuna parte”. Membro della Commissione Pediatria dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo Roma), presidente Sip Lazio (Società italiana di pediatria), e professionista di lungo corso, prima al Bambino Gesù di Roma e poi in Umbria, Elisabetta Cortis è stata da poco insignita del premio per la Pediatria ospedaliera nell’ambito del convegno ‘Pediatria a Roma’. 

“Noi pediatri abbiamo un bellissimo lavoro ma un arduo compito perché i bambini sono il nostro futuro e dobbiamo tutelarli, non solo dal punto di vista della salute – riflette Cortis – Come medici siamo diventati bravissimi a fare diagnosi, ora dobbiamo lavorare sulla prevenzione, sugli aspetti sociosanitari che riguardano il bambino e la sua famiglia. Fa parte del cambiamento generazionale”. Nella Pediatria del Sant’Eugenio guidata da Cortis ampio è lo spazio dedicato ai giovani. “Abbiamo una collaborazione con l’università Sapienza e nel nostro ospedale accogliamo gli specializzandi di Pediatria- racconta la direttrice- e abbiamo anche una convenzione con il Campus Bio-Medico per gli studenti di Medicina che, al quinto anno di studi, vengono da noi per frequentare il reparto”.

Una Pediatria bella, funzionale e moderna quella firmata da Cortis e il suo team. “Un mese fa abbiamo riaperto completamente il reparto e l’area dei servizi ambulatoriali, dopo aver portato avanti dei lavori di riqualificazione strutturale- racconta- Su un piano c’è un’area dedicata all’accoglienza dei pazienti che vengono dal Pronto soccorso. Attraverso un ascensore arrivano in reparto e seguono poi due percorsi, uno (fast track) dedicato ai codici di bassa intensità e l’altro riservato a chi, invece, ha bisogno di una consulenza più approfondita. In continuità con quest’area c’è il reparto di Pediatria con 10 posti letto, due di osservazione breve e un day hospital. Tra le novità post riqualificazione ci sono due stanze a pressione positiva e negativa per i pazienti immunodepressi o chi ha malattie infettive, una novità che abbiamo inserito memori della pandemia da Covid 19”. Nel reparto c’è anche una sala giochi dove poter far svagare i bambini e una schiera di clown e volontari di diverse associazioni che li intrattengono.

Dal punto di vista dell’attività specialistica, sia ambulatoriale che di reparto, oggi la Pediatria del Sant’Eugenio, oltre ad Allergologia ed Endocrinologia “le uniche due specialistiche che c’erano quando sono arrivata”, dice Cortis, annovera anche Broncopneumologia, Dietologia, Diabetologia, Gastroenterologia, Reumatologia. L’ospedale è poi centro per le vaccinazioni a rischio, centro di riferimento regionale per la celiachia, centro di riferimento per la prescrizione e l’erogazione di farmaci biologici in Gastroenterologia e Reumatologia pediatrica, spoke delle malattie rare reumatologiche.

L’attività dell’ospedale, però, non si ferma all’interno delle corsie. “Credo molto nel rapporto ospedale-territorio- continua Cortis- e proprio per questo abbiamo avviato una serie di progetti con i pediatri di famiglia”. Innanzitutto c’è un rapporto diretto con i medici di guardia al Pronto soccorso. “I pediatri hanno un numero di cellulare che possono chiamare nel caso in cui abbiano bisogno di confrontarsi con un nostro medico se si trovano davanti a un piccolo paziente che ha bisogno di essere inviato in ospedale”. Poi, da poco tempo, è partito un progetto pilota che coinvolge alcuni pediatri di famiglia della Asl Roma 2 che “consente di accedere a un’agenda interna all’ospedale, dedicata a loro, per poter prenotare direttamente visite specialistiche per i propri assistiti”. Inoltre “stiamo portando avanti un progetto con l’associazione ‘Edoardo con noi – Contro il diabete Onlus’ per migliorare l’assistenza dei bambini diabetici all’interno della nostra Asl e la formazione del personale scolastico”.

E per il futuro Cortis e il suo team guardano, soprattutto, alle condizioni socio-psicologiche dei bambini e delle loro famiglie. Prevenzione, sostegno e assistenza, le parole d’ordine.
“Stiamo portando avanti un progetto di formazione continua su abuso e maltrattamento dell’infanzia, con Pietro Ferrara, docente di Pediatria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Campus Bio-Medico di Roma e referente nazionale della Sip sul tema- Il mio obiettivo- dice Cortis- sarebbe quello di potermi dedicare, col supporto anche di un ambulatorio dedicato, a questi bambini ed essere un punto di riferimento per i pediatri di famiglia che spesso, quando intercettano situazioni di abuso o maltrattamento, sono soli, non sanno a chi rivolgersi”.

Infine, un altro sogno di Elisabetta Cortis è creare un percorso facilitato per i bambini con disabilità motoria e/o intellettiva che accedono in ospedale. “Non è giusto- dice- che sia al Pronto soccorso, sia in caso di visite specialistiche, questi bambini restino tanto tempo in attesa come gli altri, hanno necessità specifiche che vanno tenute in considerazione, soprattutto se parliamo di bambini nello spettro autistico. Un percorso dedicato per loro e una formazione specifica per noi medici sono tra i miei prossimi obiettivi”. Le case si costruiscono mattoncino dopo mattoncino.

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