• Ven. Giu 12th, 2026

Una serie di studi, pubblicati su The Lancet, ha stabilito in modo definitivo che l’emorragia eccessiva dopo il parto colpisce 27 milioni di donne, causa la morte di quasi 43.000 donne ogni anno e costa a paesi, sistemi sanitari e famiglie di tutto il mondo oltre 10 miliardi di dollari all’anno.

La serie, con ricercatori di spicco dell’HRP (Programma speciale di ricerca, sviluppo e formazione alla ricerca sulla riproduzione umana di UNDP/UNFPA/UNICEF/OMS/Banca Mondiale), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Università di Oxford, amplifica un cambiamento fondamentale nel modo in cui l’emorragia postpartum (EPP), una delle principali cause di mortalità materna a livello globale, dovrebbe essere diagnosticata e trattata.

La serie di articoli sottolinea l’importanza di implementare le più recenti linee guida consolidate sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’emorragia post-partum. Tra le novità più importanti, si segnala il trattamento dell’emorragia post-partum non appena si raggiungono i 300 ml di sangue perso, in presenza di parametri vitali anomali. Il protocollo di trattamento prevede anche la misurazione della perdita ematica mediante un telo di raccolta graduato, superando la pratica consolidata nell’assistenza ostetrica di stimare visivamente la perdita di sangue. La serie di articoli conclude che la stima visiva della perdita ematica dopo il parto è estremamente imprecisa, in quanto porta a non diagnosticare la metà dei casi di emorragia post-partum.

La serie mette inoltre in luce le opportunità mancate per prevenire le emorragie prima che si manifestino. Ridurre l’anemia in gravidanza, affrontare il problema dell’accesso insoddisfatto alla contraccezione, evitare parti cesarei non necessari dal punto di vista medico e garantire che tutte le donne ricevano farmaci uterotonici efficaci dopo il parto potrebbero ridurre significativamente il carico globale delle emorragie post-partum.

È importante sottolineare che la serie evidenzia come un semplice pacchetto di trattamento di primo intervento “5 in 1”, noto come pacchetto PPH con l’acronimo MOTIVE, possa trasformare gli esiti. Garantendo che ogni donna con emorragia postpartum riceva immediatamente massaggio uterino, un farmaco ossitocico, acido tranexamico, liquidi per via endovenosa ed esame per individuare la fonte del sanguinamento, gli operatori sanitari possono ridurre drasticamente la progressione verso un’emorragia potenzialmente letale fino al 60%. L’approccio è specificamente progettato affinché ostetriche e infermieri possano intervenire immediatamente, senza dover attendere la valutazione di uno specialista.

La serie di articoli inquadra l’emorragia post-partum come una corsa contro il tempo. Gli autori individuano sei ritardi critici nel percorso di cura, dalla diagnosi al trattamento, all’intensificazione delle cure e all’accesso agli emoderivati, che spesso determinano la sopravvivenza della donna. In un’epoca di farmaci efficaci, strumenti diagnostici semplici e un protocollo di trattamento basato sull’evidenza, nessuna donna dovrebbe morire per emorragia post-partum a causa di un intervento tardivo.

La sfida ora è l’attuazione. La serie invita i governi, i sistemi sanitari, le associazioni professionali, i donatori e, più in generale, la comunità sanitaria globale a rendere l’emorragia post-partum una priorità urgente. Dotando ogni struttura per il parto delle attrezzature necessarie, potenziando gli operatori sanitari in prima linea e adottando interventi comprovati su larga scala, si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno.

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