• Mar. Lug 7th, 2026

MEDICINA SPAZIALE, DA ASTRONAUTI RISPOSTE PER INVECCHIARE MEGLIO

“Gli astronauti sono monitorati in modo molto più intenso rispetto alla popolazione generale, perché nello spazio vanno incontro a un processo di micro-invecchiamento rapido, indotto da un ambiente estremo. Quello che studiamo lì per rallentarlo, ci offre soluzioni concrete che possono essere applicate anche sulla Terra”. A dirlo è Francesca Gimigliano, professore ordinario al Dipartimento di Salute Mentale, Fisica e Medicina Preventiva dell’Università della Campania ‘Vanvitelli’, intervenuta all’incontro ‘A Dialogue on Space and Non-Space’, promosso a Torino dal progetto Italian Knowledge Leaders di Convention Bureau Italia e dalla rappresentanza EMEA dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics (la più grande società tecnica aerospaziale al mondo, con oltre 33.000 membri in 91 Paesi) con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention.

“L’invecchiamento della popolazione mondiale è la grande sfida del nostro tempo- ha proseguito la professoressa- Riuscire a mantenere le persone attive e in salute il più a lungo possibile è fondamentale per garantire una società davvero inclusiva. E la ricerca spaziale, proprio per le condizioni estreme in cui opera, ci permette di osservare in pochi mesi processi che sulla Terra si svilupperebbero in anni”. La medicina spaziale, ha spiegato Gimigliano, non riguarda però soltanto la sfera fisica: “Nello spazio gli astronauti affrontano anche sfide psicologiche significative: isolamento, stress prolungato, distanza dagli affetti. Ma queste non sono condizioni esclusive dell’ambiente spaziale. Le ritroviamo anche nella vita quotidiana, nell’isolamento che deriva dall’uso eccessivo delle tecnologie e dei social media, nella fatica cronica da lavoro o da contesto ambientale”. Proprio questa sovrapposizione tra condizioni estreme e vita ordinaria apre, secondo la professoressa, scenari inediti per la medicina: “Le strategie di socializzazione e di attività fisica sviluppate per proteggere gli astronauti possono essere trasferite direttamente alla popolazione generale. Possiamo imparare molto, sia sul piano fisico che su quello psicologico, per gestire meglio questi fenomeni quando si manifestano nella vita di tutti i giorni”.

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