• Gio. Giu 11th, 2026

SIMEO: ODONTOIATRIA SUPPORTO FONDAMENTALE PER MEDICINA ESTETICA

“L’odontoiatria da tempo si occupa di estetica, non solo di funzione. All’inizio è stato un problema, perché la professione, così come concepita dalla normativa che la regola, impediva all’odontoiatra di occuparsi anche del terzo superiore del viso per quanto riguarda i trattamenti di medicina estetica.

Anche se, a dire il vero, il termine ‘medicina estetica’ non mi piace particolarmente: non conosco, come dico sempre, una medicina antiestetica. Determinati inestetismi, asimmetrie o segni dell’invecchiamento possono compromettere la salute psicofisica della persona, perché il benessere passa anche attraverso il ‘bellessere'”. Così il professor Antonio Guida, presidente dell’Associazione Italiana di Medicina Estetica Odontoiatrica (Simeo), in una intervista rilasciata all’agenzia Dire, parla di come l’odontoiatria moderna abbia ampliato i propri orizzonti, guardando sempre più all’armonia complessiva del volto, integrando funzione, estetica e benessere della persona. “Il viso- ha proseguito il professor Guida- è un’unità embriogenetica, sia per origine sia per vascolarizzazione e innervazione. Era quindi giusto che l’odontoiatria si occupasse anche di questo aspetto. In tanti anni di insegnamento, rivolto sia ai medici sia agli odontoiatri, ho notato che questi ultimi possiedono una manualità superiore per motivi legati alla loro professione. Per questo rappresentano effettivamente un corollario necessario all’attività odontoiatrica. Ricordo che la Simeo, la Società Italiana di Medicina Estetica Odontoiatrica, è stata riconosciuta dal ministero della Salute e conta 18 sedi regionali distribuite su tutto il territorio nazionale”. 

È stata superata, quindi, la ‘competizione’ tra medici e odontoiatri? “Per i professionisti più evoluti sì- ha risposto Guida- Esiste ancora una piccola resistenza da parte di alcuni gruppi che vedono l’odontoiatra come un concorrente. In realtà questa contrapposizione appartiene al passato. Spesso utilizzo come metafora quella del soldato giapponese che non si è accorto che la guerra è finita. Oggi dovremmo tutti collaborare nell’esclusivo interesse del paziente”. L’odontoiatra, infatti, rappresenta un “supporto fondamentale anche per la medicina estetica, perché senza il sostegno osteodentale è difficile ripristinare correttamente la morfologia delle guance, delle labbra e del viso nel suo complesso. La fonazione e la masticazione sono elementi che contribuiscono in modo significativo all’estetica.L’estetica del viso è importante perché l’espressività facciale è ciò che contribuisce a definire la nostra identità”. Parlando dei pazienti, intanto, oggi rispetto al passato sembrano essere molto più esigenti, arrivando spesso alle visite ben informati. Come vi rapportate con queste nuove esigenze? “Il paziente interessato alle terapie estetiche è un paziente particolare- ha risposto ancora il presidente Simeo alla Dire- Non ha necessariamente una malattia, non presenta segni clinici rilevanti né esigenze importanti dal punto di vista patogenetico o fisiopatologico. L’approccio, quindi, è completamente diverso. Sono convinto che tra qualche anno, la medicina estetica così come è concepita oggi (basata principalmente su riempitivi e sostanze ad azione neuromodulatrice) sarà sostituita da una medicina più fisiologica, orientata a ripristinare i valori fisiologici della cute e dei tessuti, piuttosto che a ‘mascherare’ o ‘riempire'”.

Oggi l’approccio, dunque, è “completamente diverso e il compito di un professionista serio, sia esso odontoiatra o medico, non è convincere il paziente, ma informarlo, affinché possa compiere una scelta consapevole”, ha aggiunto il professor Guida. Rigore, sicurezza ed etica: è questo quello su cui insiste la vostra società? “Assolutamente sì. Non è soltanto una caratteristica della nostra associazione, ma dovrebbe rappresentare il modello di ogni professionista che si rivolge a un paziente. Il paziente va ascoltato, compreso, guidato e, talvolta, anche consolato. Va accompagnato, soprattutto quando non è possibile risolvere completamente tutte le problematiche. Credo che questo bagaglio di umanità debba appartenere a ogni professionista che si prende cura delle persone, indipendentemente dal ruolo che ricopre all’interno dell’assistenza sanitaria, pubblica o privata”. Interpellato infine sul numero degli odontoiatri in Italia, il professor Guida ha fatto sapere: “Se ci riferiamo agli iscritti alle diverse associazioni e organizzazioni di categoria, superano le 30mila unità. A livello nazionale, invece, gli odontoiatri sono circa 50mila. Nel tempo si è anche sviluppata una riflessione sulla terminologia professionale. Molti pazienti confondono ancora la figura dell’odontoiatra con quella dell’odontotecnico o dell’igienista dentale. Per questo si è giunti alla proposta di utilizzare la definizione di ‘medico odontostomatologo’, analogamente a quanto avviene per il medico chirurgo o il medico veterinario. Anche i percorsi universitari stanno evolvendo: l’ipotesi è quella di prevedere un biennio comune tra medicina e odontoiatria, seguito da un percorso differenziato in base alla scelta professionale. Questo potrebbe contribuire a superare definitivamente alcune storiche contrapposizioni legate alla formazione e ai rispettivi ambiti professionali”. 

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