
È stato pubblicato il quinto rapporto globale dell’OMS sulla situazione del conflitto in Medio Oriente. Il rapporto illustra la situazione sanitaria e gli aggiornamenti operativi dell’OMS relativi ai paesi colpiti nelle regioni del Mediterraneo orientale e dell’Europa, nonché le attività e le priorità di risposta a livello globale dell’OMS.
Minacce acute alla salute
Una fragile proroga del cessate il fuoco offre una pausa limitata e incerta delle ostilità in alcune parti della regione, con una situazione che rimane estremamente instabile. Nei paesi colpiti persistono minacce sanitarie acute e persistenti, causate da sfollamenti su larga scala, sovraffollamento nei rifugi collettivi e interruzione diffusa dei servizi essenziali. Le lesioni traumatiche, le interruzioni delle cure salvavita per le malattie non trasmissibili (MNT) e l’accesso limitato ai farmaci essenziali continuano a rappresentare i rischi sanitari più immediati e significativi. In Libano, sebbene alcuni siano tornati a casa, oltre un milione di persone rimangono sfollate, con un elevato rischio di focolai di malattie trasmissibili, tra cui diarrea acquosa acuta e colera, a causa del deterioramento dei sistemi idrici, igienico-sanitari e di igiene.
Durante la settimana non sono stati segnalati nuovi incidenti ambientali. Permangono rischi residui derivanti da precedenti danni alle infrastrutture energetiche e idriche, tra cui la potenziale contaminazione e le continue minacce ai sistemi di desalinizzazione dell’acqua. La ridotta disponibilità di merci sta limitando le catene di approvvigionamento mediche e il trasporto a temperatura controllata, sebbene non si siano verificati guasti su larga scala della catena del freddo. I rapporti indicano una certa riduzione della produzione di prodotti farmaceutici e medicali a causa di limitazioni nel carburante e nei prodotti petrolchimici. Sono in corso misure di mitigazione.
attuate in diversi paesi, tra cui la definizione di priorità per l’approvvigionamento di carburante da parte di ospedali e servizi sanitari essenziali, unitamente a un maggiore ricorso a generatori di riserva per garantire l’assistenza sanitaria di base.
Si prevede che i continui spostamenti interni e transfrontalieri dal Libano comprometteranno ulteriormente l’assistenza sanitaria di base, i servizi di salute materno-infantile e la gestione delle malattie non trasmissibili, mettendo a dura prova sistemi sanitari già fragili. Secondo un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, l’impatto socioeconomico più ampio dell’attuale crisi è considerevole, con fino a 8,8 milioni di persone a rischio di cadere in povertà, di cui oltre 5 milioni nella Repubblica Islamica dell’Iran, e perdite economiche stimate fino a 299 miliardi di dollari.
Risposta globale e regionale dell’OMS
L’OMS continua a collaborare con le autorità nazionali, i suoi uffici nei vari Paesi e i partner per monitorare attentamente gli sviluppi, sostenere la continuità dei servizi salvavita e rafforzare la preparazione e la pianificazione della risposta in un contesto in cui si prevede che i bisogni umanitari e sanitari rimarranno gravi anche nell’ambito dell’attuale cessate il fuoco.
estensione.
L’OMS continua a essere preoccupata per il rischio di danni alle infrastrutture civili, comprese le strutture sanitarie e i sistemi idrici come gli impianti di desalinizzazione, che aggraverebbero significativamente le minacce per la salute pubblica. L’OMS sta supportando i Ministeri della Salute nel mantenimento delle forniture essenziali e dell’erogazione dei servizi. L’OMS sta inoltre rafforzando la collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite, le ONG internazionali e locali e il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, sfruttando la loro vicinanza e presenza operativa per supportare efficacemente le comunità colpite.
L’OMS monitora anche la salute dei marittimi in collaborazione con i suoi partner.
Nonostante le difficoltà, il Centro logistico globale dell’OMS a Dubai continua a facilitare il movimento di circa 100 tonnellate di forniture sanitarie essenziali a settimana, per un valore di circa 1 milione di dollari, a supporto delle operazioni sanitarie umanitarie in tutto il mondo. Ciò include la distribuzione nella regione di forniture dell’OMS per la chirurgia d’urgenza e traumatologica, progettate per supportare la gestione immediata di traumi e lesioni potenzialmente letali, tra cui cure chirurgiche d’urgenza, medicazioni, supporto anestesiologico e risposta a incidenti con numerose vittime in contesti in cui la capacità del sistema sanitario è gravemente compromessa.
L’OMS sta collaborando con i suoi uffici nazionali per raccogliere sistematicamente dati più dettagliati sugli attacchi alle strutture sanitarie, sia per rafforzare le attività di sensibilizzazione sia per orientare la pianificazione operativa, individuando le aree in cui le lacune del sistema sanitario sono più acute e dove l’assistenza è più urgente, migliorando così la preparazione e la risposta agli incidenti in corso e futuri.
Le misure di salvaguardia, compresa la prevenzione dello sfruttamento, degli abusi e delle molestie sessuali, vengono integrate nelle operazioni di emergenza e nel coinvolgimento dei partner in tutti i paesi.
Per ulteriori informazioni sulla situazione globale: https://www.who.int/emergencies/situations/middle-east-conflict
