
“In Italia sono circa 300.000 le persone che convivono con la malattia di Parkinson- una patologia neurodegenerativa progressiva che compromette il movimento, la cognizione, la comunicazione e la qualità della vita. L’età media d’esordio si aggira tra i 59 e i 62 anni, ma i casi under 40 sono in aumento: un segnale che rende urgente riprogettare la riabilitazione come intervento precoce, continuativo e necessariamente multidisciplinare, non come fase residuale della cura”.
“È su questo terreno che il Gruppo KOS ha costruito, a Villa Margherita di Arcugnano (Vicenza),- spiegano- uno dei centri di riferimento più avanzati d’Italia per la cura e la riabilitazione del Parkinson. Dal 2016 la struttura è riconosciuta dalla Parkinson’s Foundation come Centro Parkinson del Fresco Network of Excellence- un’attestazione che premia non solo la specializzazione clinica, ma l’impegno sistematico nell’applicazione degli standard qualitativi internazionali di eccellenza”.
LA RICERCA: QUANDO L’ARTE DIVENTA TERAPIA
Tra le sfide nel campo scientifico più ambiziose che Villa Margherita sta raccogliendo riguarda il potenziale terapeutico-riabilitativo dell’Arte nelle sue forme. Due filoni di ricerca ne esplorano le applicazioni concrete, con metodologie rigorose e risultati già significativi.
BALLARE TRA GLI AFFRESCHI: IL PROGETTO DANCE WELL
Cosa succede se la riabilitazione esce dalla palestra e entra in un museo? Lo ha verificato uno studio pilota pubblicato su Brain Sciences nel marzo 2025, condotto dagli specialisti del dipartimento di neuroriabilitazione del Fresco Parkinson Center di Villa Margherita KOS. Ventiquattro pazienti con Parkinson in fase iniziale-media sono stati divisi in due gruppi: uno ha seguito la fisioterapia convenzionale, l’altro ha partecipato al programma “Dance Well”- sessioni di danza artistica multisensoriale nelle sale affrescate del Museo Civico di Bassano del Grappa. Entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti fino al 20% rispetto ai valori di base nelle funzioni motorie, cognitive ed emotivo-motivazionali. Ma il gruppo Dance Well ha registrato incrementi superiori negli aspetti emozionali-motivazionali- due dimensioni spesso trascurate nei protocolli riabilitativi tradizionali, eppure decisive per l’aderenza alle terapie nel lungo periodo. Musica e danza attivano la riorganizzazione delle reti cerebrali a livello motorio, cognitivo e motivazionale, sfruttando la neuroplasticità- cioè la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni in risposta a stimoli ambientali. Quello che rende questo approccio particolarmente interessante per il sistema sanitario è la sua replicabilità: non richiede tecnologie costose, può essere radicato nel territorio e nelle sue risorse artistiche-culturali, e produce benefici anche sul piano dell’interazione sociale. Autori: Daniele Volpe, Maria Giulia Baldassarre, Leila Bakdounes, Maria Concetta Campo, Davide Ferrazzoli, Paola Ortelli. Brain Sciences: https://www.mdpi.com/3247738
LEGGERE IL VOLTO DEL PARKINSON: MUSICOTERAPIA E RICONOSCIMENTO FACCIALE 3D
Un secondo filone di ricerca, sostenuto da un grant del Fresco Parkinson Institute,- spiegano ancora- punta a misurare con strumenti di ingegneria biomedica quello che clinici e pazienti già percepiscono: la musicoterapia migliora l’espressività, riduce la rigidità, allenta lo stress. Lo studio coinvolge circa 40 pazienti in sessioni bisettimanali di musicoterapia attiva- improvvisazione sonoro-musicale e vocale in piccoli gruppi, senza requisiti di competenza musicale, con focus su voce, respiro e movimento. La componente tecnologica è affidata a un team di bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, che utilizza il sistema 3D Facial Expression Recognition per mappare nel tempo le variazioni nelle espressioni facciali delle emozioni di base: gioia, tristezza, rabbia, sorpresa, paura, disgusto. Il razionale è neurologico: nel Parkinson,- fanno sapere dal Gruppo- il danno colpisce strutture profonde sottocorticali che regolano proprio le emozioni e la mimica facciale- la cosiddetta “faccia a maschera” è uno dei segni più riconoscibili della malattia. I riscontri preliminari già documentano riduzioni della rigidità muscolare facciale, miglioramenti nella comunicazione verbale e non verbale, calo di stress e ansia, un miglioramento dell’interocezione e una più intensa connessione sociale all’interno del gruppo terapeutico. L’obiettivo dello studio è tradurre questi segnali in evidenze scientifiche solide. Referenti: Daniele Volpe (neurologo, responsabile della Medicina Riabilitativa) e Alessandra Cavuto (musicoterapeuta).
IL CENTRO: TECNOLOGIE E COMPETENZE
Villa Margherita accoglie ogni anno oltre 700 pazienti in regime di convenzione con il Ssn, seguiti da un’équipe multidisciplinare guidata dal dottor Daniele Volpe. L’offerta terapeutica combina approcci consolidati e innovazioni in fase di studio. Tra le risorse distintive: una piscina terapeutica per la riabilitazione in acqua dei disturbi assiali e dell’equilibrio – il dottor Volpe ha contribuito alle Linee Guida Internazionali per l’idroterapia nel Parkinson, elaborate con 50 esperti di 15 paesi. È inoltre in corso, in collaborazione con l’Università di Padova, uno studio sull’utilizzo dell’esoscheletro EKSO nella rieducazione motoria dei pazienti parkinsoniani. Il percorso riabilitativo integra anche logopedia, terapia occupazionale terapie creative e supporto psicologico, affiancati alla farmacoterapia.
IL RUOLO ISTITUZIONALE: DALLA CLINICA ALLE POLITICHE SANITARIE
L’11 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, l’Istituto Superiore di Sanità ospita- per la prima volta in questa ricorrenza- un convegno nazionale dedicato a ricerca, politiche sanitarie e modelli di presa in carico, organizzato con la Confederazione Parkinson Italia. Il dottor Daniele Volpe parteciperà come rappresentante della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). L’evento- dichiarano in conclusione- arriva in un momento di svolta: nel dicembre 2025 il Senato ha approvato un emendamento che stanzia per la prima volta risorse ministeriali dedicate allo sviluppo di linee guida nazionali e modelli innovativi di presa in carico per il Parkinson- un passo atteso da anni dalla comunità scientifica e dalle associazioni di pazienti. La presenza di Villa Margherita KOS in questo dibattito conferma il ruolo del centro non solo come polo clinico e di ricerca, ma come interlocutore attivo nella costruzione delle politiche sanitarie nazionali per il Parkinson, sulla scorta dell’esperienza regionale: il dottor Volpe è tra i membri del tavolo regionale per il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del Veneto per la gestione della malattia di Parkinson, un modello innovativo potenzialmente replicabile a livello nazionale che affronta in modo integrato tutti gli aspetti della patologia: prevenzione, diagnosi, trattamento, follow-up, riabilitazione e cure palliative, con particolare attenzione all’engagement e all’empowerment del paziente e della famiglia e alla formazione degli operatori sul territorio.
