
Il diabete ha implicazioni importanti sull’intero organismo e non risparmia il sistema nervoso centrale, con conseguenze sull’umore, sulle funzioni cognitive e sulla qualità della vita. Al diabete di tipo 2, infatti, si associano spesso depressione e disturbi cognitivi, frequenti soprattutto nei soggetti anziani. Ma perché esiste questa relazione tra diabete e depressione? Quali sono i dati più recenti delle ricerche? Come curare depressione e diabete, insieme? A queste domande – si legge in un comunicato – rispondono il professor Silvio Garattini e i ricercatori dell’Istituto Mario Negri nel volume ‘Il diabete di tipo 2 – una malattia evitabile’ (a cura di Silvio Garattini, in collaborazione con Lidia Staszewsky, Edizioni Lswr).
DEPRESSIONE E DIABETE
La depressione – spiegano – è un disturbo mentale caratterizzato da una costellazione di sintomi che si possono presentare in diverse combinazioni e si manifestano a livello emotivo, cognitivo, comportamentale e fisico. Nelle persone con diabete di tipo 1 e 2, la prevalenza di sintomi depressivi è stimata tra il 12% e il 27% e quella di depressione tra l’8 e il 15%, ovvero circa il doppio rispetto ai soggetti che non soffrono di diabete. La relazione tra le due malattie è ritenuta biunivoca: da una parte, la depressione rappresenta un fattore che aumenta il rischio di insorgenza del diabete, dall’altra il diabete accresce il rischio di comparsa della depressione.
INTERAZIONE DEPRESSIONE-DIABETE
Le metanalisi di studi longitudinali – si apprende – hanno valutato di quanto aumenti il rischio di avere il diabete nelle persone con depressione, indicando che la presenza del disturbo mentale accresce il rischio di insorgenza di DT2. Si è inoltre visto che la depressione ha un ruolo nel favorire l’insorgenza del diabete anche quando si presenta in forma moderata o lieve, pur avendo un peso più importante quando si verifica in forma grave. Per quanto riguarda le cause dell’insorgenza del diabete nel contesto della depressione, va ricordato che alcuni comportamenti tipici della persona con tale disturbo svolgono una funzione importante nel creare le condizioni per sviluppare il diabete di tipo 2: la depressione si accompagna spesso a cambiamenti del comportamento, quali una cura di sé ridotta e aderenza scarsa alle terapie, all’abitudine di fumare, a un’attività fisica insufficiente e a una dieta con un forte apporto calorico. Poiché queste abitudini influiscono negativamente sul controllo glicemico, possono associarsi a un rischio più elevato di complicanze.
TRATTAMENTO DI DEPRESSIONE E DIABETE IN COMORBILITÀ
Nei Paesi europei la maggior parte delle persone con diabete riceve cure regolari, ma non si può dire altrettanto in relazione alla depressione, per la quale un trattamento appropriato sembra essere riservato a circa la metà degli individui che ne avrebbero bisogno. Data l’interazione e l’amplificazione delle conseguenze che le due patologie possono esercitare l’una sull’altra, è importante una valutazione complessiva delle condizioni fisiche e mentali delle persone con diabete, a cui, se necessario, far seguire un trattamento adeguato. Gli interventi da prendere in considerazione sono psicologici, andando a puntare su misure di educazione sanitaria degli stili di vita e di autogestione di entrambe le condizioni, e farmacologici. Il principio di fondo del trattamento di diabete e depressione in comorbilità è che le terapie debbano essere portate avanti sinergicamente e regolarmente, con una particolare attenzione agli stili di vita sani. Questo approccio di cura collaborativa è possibile se sostenuto da un’organizzazione dei servizi che preveda la presenza di professionisti della salute mentale nei centri per la cura del diabete e nelle cure primarie. Nell’utilizzo degli antidepressivi per trattare la depressione in comorbilità con il diabete, va sempre tenuto presente che possono agire sfavorevolmente sui parametri del diabete di tipo 2. È questo un aspetto poco considerato, anche se già le linee guida del 2010 dell’Associazione degli Psichiatri Americani avvertivano del rischio che l’antidepressivo potesse alterare il glucosio a digiuno e che altri aspetti potessero associarsi alla possibilità di sviluppare il diabete.
LA CURA DELLA DEPRESSIONE NON PUÒ FARE A MENO DEL TRATTAMENTO PSICOLOGICO
L’intervento sulla depressione – precisano gli esperti – non può fare a meno del trattamento psicologico. La convinzione che gli approcci psicologici siano sottoutilizzati e che il loro potenziale terapeutico sia sottovalutato nella terapia della depressione è sempre più sostenuta dalla ricerca scientifica. Una revisione molto ampia di studi sul trattamento iniziale della depressione suggerisce che sia opportuno prendere, prima di tutto, in considerazione la psicoterapia, perché mostra effetti più marcati e più duraturi della terapia farmacologica.
