
Il Natale può essere più green, se so adotta una serie di comportamenti che impattano di meno sull’ambiente. L’albero, le decorazioni, i regali, il cibo, i botti. Lo dice il Wwf facendo presente che ‘l’uso intensivo di energia per le luci, l’aumento di rifiuti e di emissioni legate ai trasporti e alla produzione di beni, insieme al maggiore consumo di cibo, rendono le festività un periodo di forte pressione sull’ambiente’.
Ecco dunque che il Wwf, nell’ambito della campagna Our Future, pubblica il Decalbero, suggerendo 10 azioni che si possono compiere facilmente per festeggiare il Natale ‘facendo del bene a noi stessi e al Pianeta’. L’albero di Natale, per esempio, può avere un impatto considerevole sull’ambiente se non viene scelto e gestito con attenzione. La regola d’oro è usare quello che già si possiede, è il suggerimento. Se invece si deve comprare, le opzioni più sostenibili sono due: un albero artificiale di seconda mano, che prolunga la vita di un prodotto già esistente, oppure un albero vero di specie nostrane come abete rosso, ginepro o alloro, contribuendo così al sostegno della biodiversità del territorio. Gli alberi artificiali, generalmente realizzati in pvc, ‘hanno un’impronta ambientale elevata: possono nel tempo rilasciare microplastiche e generare oltre 40 kg di CO2 durante la produzione e il trasporto’. Diventano una scelta sostenibile solo se utilizzati per almeno dieci anni, mentre oggi vengono sostituiti mediamente dopo circa sei anni, aumentando così i rifiuti plastici non riciclabili. Finite le feste, ecco come smaltire correttamente l’albero di Natale. Se è artificiale, va conferito nell’indifferenziata. Se invece è vero ma non ha superato le festività, andrebbe portato all’isola ecologica, dove verrà trasformato in compost, evitando sprechi e riducendo l’impatto ambientale.
Se l’albero naturale è ancora in buone condizioni, prosegue il Wwf, si può riportarlo al vivaio, sistemarlo in terrazzo (nelle zone più fresche) oppure affidarlo a associazioni che si occupano di ripiantarlo in aree idonee. Un avvertimento è ‘non piantare mai l’albero autonomamente in natura. Si rischia di compromettere il patrimonio genetico dei boschi e di alterare gli ecosistemi locali’. Passando alle decorazioni, ‘troppo spesso le decorazioni natalizie possono sono un tripudio di plastica che, dopo pochi anni, finisce in discarica. Per evitare inutili sprechi, possiamo dare nuova vita a ciò che già abbiamo in casa: vecchi giornali, tappi di sughero, ritagli di stoffa, bottoni spaiati o semplicemente dello spago possono trasformarsi in addobbi originali e a costo zero’. Un’altra idea suggerita dal Wwf è fare una passeggiata nei giardini, nei parchi cittadini o nei boschi: raccogliere da terra rametti, pigne, foglie colorate, ghiande e fiori secchi permette di realizzare decorazioni completamente naturali. Possono essere abbinati a bucce di arancia o mela essiccate che, oltre ad essere belle, profumano. Con questi materiali si possono creare addobbi per l’albero, ma anche ghirlande, centrotavola e piccoli segnaposto per la tavola delle feste. Queste decorazioni naturali, se conservate bene, possono durare anche anni, spiega ancora il Wwf. Per i regali per consumare meno, si può pensare a quelli esperienziali: ‘L’emozione legata al ricevere il regalo, poi al viverlo e infine al ricordarlo, resta impressa molto più a lungo rispetto a qualsiasi cosa materiale’, dice il WWf. Per esempio una lezione di birdwatching, un corso di fitoalimurgia, una serata a teatro all’aperto, l’ingresso a un parco naturale o un’oasi, un trekking fotografico, o una giornata di raccolta dei rifiuti insieme alla comunità.
‘Ogni esperienza diventa un ricordo unico, significativo e sostenibile – un regalo che lascia un’impronta positiva sia nella vita di chi lo riceve che nell’ambiente’. I vestiti sono tra i regali di Natale più classici, ma meglio se sono scelti in maniera consapevole. E allora per il Wwf ‘il primo passo è leggere le etichette: preferiamo capi realizzati con fibre naturali, limitando i materiali sintetici che, a ogni lavaggio, rilasciano microfibre in plastica invisibili ma molto dannose per la vita di mari e oceani. Anche le fibre naturali vanno scelte con attenzione’. Il cotone, ad esempio, ‘necessita di grandi quantità di acqua per la crescita della pianta e nelle coltivazioni intensive si usano molti fertilizzanti e pesticidi: scegliamo quindi cotone bio’. Le certificazioni fanno la differenza: Global Organic Textile Standard (Gots) o Organic Content Standard (Ocs) garantiscono capi di origine biologica, mentre la certificazione Oeko-Tex assicura l’assenza di sostanze tossiche per l’uomo e per l’ambiente nei prodotti tessili. Per non comprare nuovi capi si può scegliere il fashion renting che permette di noleggiare un abito elegante, allungando la vita di capi e oggetti, senza rinunciare a eleganza e divertimento. Il regalo, poi si può fare ‘anche a un’intera specie- ricorda l’associazione- Molti animali sono oggi in pericolo e hanno bisogno del tuo aiuto’. Scegliendo di regalare l’adozione simbolica di una specie a rischio (per esempio sul sito wwf.it/adozioni, si possono sostenere progetti di conservazione. Il pacchetto è un altre elemento d’impatto sull’ambiente, quindi ‘evitiamo le classiche confezioni regalo, perché la maggior parte di esse non può essere riciclata: carta velina, carte plastificate o glitterate, buste metallizzate, tutte finiscono nei rifiuti indifferenziati’.
Gli ambientalisti consigliano di usare materiali riutilizzabili e creativi: iuta, vecchi giornali, fumetti, sacchetti o ritagli di stoffa. In Giappone l’arte di confezionare regali con scampoli di stoffa o foulard si chiama furoshiki e permette di ottenere pacchetti unici, eleganti e completamente sostenibili. Un’altra idea è nascondere i regali non incartati in casa e organizzare una “caccia al regalo”. Si può anche rinunciare all’usanza dei botti, vietata da molte ordinanze cittadine. ‘Si stima che ogni anno in Italia almeno 5.000 animali perdano la vita a causa dei botti di fine anno e circa l’80% di questi siano animali selvatici. I botti possono rivelarsi letali perché gli animali possiedono un sistema uditivo molto più sviluppato del nostro: il rumore degli scoppi ravvicinati genera paura e disorientamento, un mix letale per rapaci notturni, volpi, pipistrelli e altri animali, grandi e piccoli’, ricorda il Wwf. Anche gli animali domestici, come cani e gatti, subiscono conseguenze: ‘Lo stress provocato dal rumore può spaventarli al punto da indurli alla fuga, con rischi per la loro sicurezza. Abbandonare i botti non è solo un gesto di rispetto verso gli animali, ma anche un contributo a una festa più sicura e consapevole per tutti’. E ancora per un Natale più sostenibile, ci si può spostare in treno o coi mezzi pubblici per i viaggi lunghi, mentre per quelli pià brevi si può andare a piedi, in bicicletta, con un’ auto condivisa o veicoli elettrici. Anche le spedizioni dei regali possono essere rese più green, prediligendo negozi locali o e-commerce che usano imballaggi ecologici e trasporti a basso impatto come bici cargo o furgoni elettrici.
Altro fattore messo in evidenza dal Wwf è che durante le feste, gli spostamenti spesso si moltiplicano: visite ai familiari, shopping e consegne di regali. ‘Ogni chilometro percorso con un veicolo a combustione contribuisce però all’emissione di CO2, aumentando l’impatto sull’ambiente. Con scelte più consapevoli, possiamo rendere il Natale più felice per noi e più leggero per il Pianeta’. Sempre nell’ottoca di consumare meno si può vivere una sera senza elettricità: ‘Goditi la compagnia a lume di candele naturali, raccontando storie, suonando della musica o facendo giochi di società, riscoprendo così il valore della semplicità’. Questo anche perché durante il periodo natalizio, i consumi di energia aumentano in media del 30%, soprattutto per l’uso delle decorazioni luminose. Dunque ‘un piccolo gesto, come spegnere le luci artificiali per una serata, permette di ritrovare un ritmo più semplice, lento e autentico’, ricorda il Wwf. Infine il cibo: Qui il consiglio è di provare un menù biologico, con prodotti locali, di stagione e poca carne. Se proprio si vuole essere fedeli alle tradizioni e cucinare il pesce, meglio scegliere specie di stagione e meno conosciute ma altrettanto saporite e a minore impatto ambientale. Per orientarsi, c’è la guida sul pesce sostenibile (wwf.it/pescesostenibile). Meglio evitare pesce spada, gamberi tropicali, bianchetti (piccoli di sardine, alici e alacce), anguilla, merluzzo bianco (baccalà), nasello, triglia e cernia e tutte le specie di squali e razze. Sì, invece a: sugarello, zerro, tonnetto alletterato, tombarello, lampuga, e palamita, dice ancora l’associazione ambientalista.
‘Anche i molluschi come vongole, cozze e ostriche sono una scelta che si può portare in tavola. Per il brindisi, offriamo vino e bollicine bio. Possiamo anche creare dei cocktail sfiziosi a spreco zero: gli scarti di cucina, come bucce della frutta e della verdura, oltre a spezie, possono essere utilizzati per aromatizzare acqua e alcolici, dando vita a cocktail e bevande gustose e sostenibili’, è l’ultima azione consigliata.
