• Mer. Apr 22nd, 2026

RICERCA. IL CERVELLO PREFERISCE MOVIMENTI VERSO SINISTRA

Il cervello umano apprezza di più i movimenti che vanno verso sinistra. Non è una questione di politica, ma una preferenza influenzata dal movimento delle onde cerebrali, che viaggiano con più forza dall’emisfero sinistro verso l’emisfero destro.

E così il cervello percepisce con più facilità i movimenti che vanno verso sinistra rispetto a quelli verso destra. A svelarlo è il lavoro di un gruppo di ricerca guidato dagli studiosi dell’Alma Mater di Bologna, pubblicato sulla rivista ‘Advanced Science’. Dall’indagine emerge infatti che “c’è una correlazione diretta tra la forza delle onde che si muovono tra i due emisferi cerebrali e la tendenza a percepire il movimento in una direzione specifica, indipendentemente dalla sua reale direzione”, spiega l’Ateneo. Questo studio, spiega Vincenzo Romei, docente al Dipartimento di Psicologia ‘Renzo Canestrari’ dell’Università di Bologna, che ha coordinato il lavoro, “apre una nuova finestra sui meccanismi neurali della percezione. Ci mostra che ciò che vediamo non dipende solo dall’informazione sensoriale che riceviamo, ma anche da come il nostro cervello comunica internamente. Si tratta di una scoperta che potrebbe avere implicazioni anche per l’allenamento percettivo, la neuroriabilitazione e la comprensione dei disturbi neurocognitivi”. Per ottenere questo risultato, gli scienziati hanno condotto un esperimento su 42 persone, alle quali è stato chiesto di indicare la direzione di una serie di punti che si muovevano su uno schermo. Mentre i partecipanti svolgevano questo compito, la loro attività elettrica cerebrale veniva registrata. L’analisi delle onde cerebrali era focalizzata in particolare sulle aree V5 nei due emisferi del cervello, che sono coinvolte nell’elaborazione del movimento visivo.

Gli studiosi dell’Alma Mater hanno così scoperto che le onde cerebrali viaggiano con più intensità da sinistra verso destra. E questa asimmetria si riflette anche nel comportamento: le persone tendono a percepire più facilmente i movimenti che vanno verso sinistra rispetto a quelli verso destra. Per gli studiosi questa asimmetria potrebbe riflettere una divisione del lavoro tra i due emisferi del cervello dovuta a una diversa specializzazione. L’emisfero sinistro sarebbe cioè più coinvolto nell’analisi di dettagli sensoriali, mentre il destro integrerebbe queste informazioni in una rappresentazione più globale. In questo schema, le onde cerebrali viaggerebbero da sinistra a destra per permettere la composizione finale del movimento percepito. Ma anche le nostre aspettative e le esperienze individuali possono modulare questa dinamica. “Un’esposizione a un movimento reale potrebbe pre-attivare le onde cerebrali in una certa direzione, aumentando la probabilità di percepirlo anche in contesti ambigui- spiega Romei- in questo senso le abitudini culturali, come ad esempio la direzione della lettura, potrebbero plasmare le connessioni tra i due emisferi: è un’ipotesi che vogliamo approfondire”.

Questa nuova prospettiva potrebbe essere applicata anche per lo studio dei disturbi neurocognitivi. “Oggi sappiamo, ad esempio, che le persone con autismo mostrano difficoltà nell’integrazione orizzontale del movimento- sottolinea Luca Tarasi, assegnista di ricerca all’Università di Bologna e primo autore dello studio- questo lascia ipotizzare che individui con tratti autistici possano mostrare una minore tendenza a percepire il movimento verso sinistra, forse a causa di una ridotta comunicazione tra aree cerebrali”. 

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