• Sab. Dic 13th, 2025

SANITÀ. FIMMG: IN CAMPANIA 60 MILIONI DI PRESTAZIONI MEDICI FAMIGLIA NEL 2024

Sono circa 60 milioni le prestazioni erogate nel solo 2024 dai medici di medicina generale. È questo il dato che emerge da un’analisi che la Fimmg Napoli ha prodotto per analizzare i carichi di lavoro dei medici di medicina generale sul territorio.

“Il dato è impressionante – sottolinea Luigi Sparano, della Fimmg Napoli – e spiega bene quanto siano strumentali le polemiche che spesso tirano in ballo i medici di medicina generale, additati come fannulloni. I medici di medicina generale garantiscono da sempre una presenza costante, affidabile, e radicata nel territorio. Non siamo legati a un modello prestazionale, ma a un patto fiduciario con i cittadini. Un patto che va ben oltre gli orari ufficiali degli ambulatori”.

“La nostra attività è ininterrotta e si estende nel tempo e nello spazio della quotidianità delle persone”, prosegue Sparano. “Pensare che per rafforzare le cure serva sradicare i medici dal loro territorio è una contraddizione. Il rafforzamento delle cure deve partire proprio dalla prossimità”, aggiunge poi Corrado Calamaro, della Fimmg Napoli. In questo contesto, la Fimmg Napoli ribadisce la “centralità delle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) come modello organizzativo da potenziare”. “Le 181 Aft già operative – comunica la Fimmg – devono essere dotate di sedi uniche in grado di garantire attività assistenziale per 12 ore diurne continuative, con la collaborazione di più medici e professionisti sanitari: infermieri, operatori socio-sanitari, collaboratori di studio”.

“Vogliamo superare l’isolamento organizzativo dei singoli medici – sottolinea ancora Calamaro -. Servono spazi condivisi, tecnologie adeguate, personale di supporto, e accesso alla diagnostica di I livello. Solo così è possibile garantire cure più efficaci, continue e accessibili a tutti”. La Fimmg Napoli, infine, vede “con favore l’utilizzo delle case di comunità come strumenti di presa in carico integrata dei pazienti”, ma ribadisce che “il cuore delle cure resta lo studio del medico di famiglia, che va inserito in un sistema più ampio, organizzato e strutturato a livello regionale – dalla metropoli alle aree interne, fino alle isole”. “Il nostro ruolo non si esaurisce nella visita ambulatoriale: siamo pronti a gestire la cronicità, ad utilizzare gli strumenti diagnostici e a contribuire alla governance clinica – concludono i sindacalisti -. Serve un cambio di passo, non nei principi della nostra professione, ma nelle strutture che ci permettono di esercitarla al meglio. La medicina generale è pronta”.

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