• Sab. Giu 22nd, 2024

ENDOMETRIOSI, TEST SALIVARE PER DIAGNOSI IN FASE AVANZATA

Un test salivare non invasivo per il dosaggio quantitativo di alcune proteine specifiche nella saliva, che variano nelle pazienti affette da endometriosi, con l’obiettivo di poter facilmente eseguire la diagnosi di malattia nelle donne e ridurre drasticamente il ritardo diagnostico (di circa 8 anni).

Questo il lavoro della Fondazione Italiana Endometriosi, presieduta dal professor Pietro Giulio Signorile, che intervistato sul tema dalla Dire ha spiegato: “Il test da noi sviluppato ha un brevetto italiano ed europeo e consiste nel dosare nella saliva delle donne affette da endometriosi una specifica proteina (zinco-a2-glicoproteina – ZAG) che serve per l’adesione intercellulare e che risulta in quantità diverse rispetto ai controlli”.

Il test è in fase “avanzatissima- ha fatto sapere il professor Signorile- stiamo iniziando lo studio clinico con il supporto del relativo comitato etico per poter presentare tutta la documentazione necessaria al fine di avere l’autorizzazione e la messa in commercio del test da parte del ministero della Salute”. Ma che tempi si prevedono? “Non dipende da noi ma dalle istituzioni- ha risposto l’esperto alla Dire- c’è una complessa regolamentazione, che peraltro è cambiata da non molto tempo, che prevede una serie di passaggi istituzionali partendo dal comitato etico fino al ministero della Salute. Non siamo in grado di dare una precisa tempistica, ma pensiamo che nell’arco di un anno al massimo di un anno e mezzo potremmo avere questo test a disposizione delle tantissime pazienti che ancora oggi soffrono di un ritardo diagnostico di circa 8 anni- ha concluso Signorile- che sarebbe bene cercare di azzerare”.

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