• Lun. Lug 22nd, 2024

SICCITA’. SOS SARDEGNA ORIENTALE, “SUBITO STATO CALAMITA’ NATURALE”

“La Regione Sardegna avvii le procedure per decretare l’immediato stato di calamità naturale nei territori dell’isola maggiormente colpiti dalla siccità”. 

È l’appello che Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli, rivolge all’assessore all’Agricoltura, Gian Franco Satta, spiegando come l’emergenza riguardi in particolare le campagne della Sardegna orientale, come Baronia, bassa Gallura e Ogliastra. Lo stesso Piana, con l’associazione che dirige, annuncia l’avvio di una petizione- la raccolta di firme da sottoporre ad agricoltori, allevatori e sindaci isolani è già iniziata- per portare all’attenzione della Regione un’ulteriore istanza, collegata alla prima: “Oltre allo stato calamità naturale, occorre avviare le procedure per riconoscere urgenti ristori alle aziende agricole danneggiate- spiega-. Sono sempre di più le imprese in ginocchio a causa della persistente siccità”. Sono mesi che piove poco o nulla, ricorda Piana, “non è cresciuta l’erba nei pascoli, e chi ha seminato gli erbai si ritrova ad aver affrontato inutilmente grosse spese, visto che è stato poi costretto ad alimentare il proprio bestiame con i mangimi. I guadagni sono praticamente azzerati. Anzi, le aziende sono in netta perdita, soprattutto quelle che allevano bovini da carne, capre e pecore”.

In alcuni territori, fa sapere Piana, “ho eseguito personalmente un sopralluogo per verificare la situazione, che appare addirittura più drammatica di come la descrivevano gli agricoltori. Oggi in alcune aziende stanno venendo a mancare anche i pozzi artesiani che alimentano l’acqua di abbeveraggio del bestiame, moltissime aziende sono costrette a noleggiare autobotti e ad acquistare l’acqua per gli animali”. Insomma, “una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile, e che sta portando le aziende a dover vendere il proprio bestiame di produzione del latte perché non riescono più a sostenere le spese. Questo nonostante il prezzo del latte di pecora abbia finalmente raggiunto livelli accettabili”. 

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