• Mer. Apr 24th, 2024

RICERCA. LA SARDEGNA ENTRA NELLA DORSALE NAZIONALE GARR

A breve anche la Sardegna farà parte della dorsale nazionale Garr, la rete italiana a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione, della ricerca e della cultura. 

Il progetto “Terabit”, finanziato con fondi del Pnrr, entra infatti nella fase esecutiva per la componente di rete con l’acquisizione in uso esclusivo di una porzione del cavo sottomarino BlueMed di Sparkle, che permetterà di estendere “Garr-T”, la nuova generazione di rete Garr, all’isola, unendola, così, al resto della rete della ricerca sul territorio nazionale.
Il progetto “Terabit”- che ha come proponenti l’Istituto nazionale di fisica nucleare e l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, e come partner il consorzio Cineca e Garr- sta realizzando, è specificato, “un’infrastruttura di ricerca digitale che integra una rete ad altissime prestazioni con risorse Hpc e calcolo distribuito per metterla a disposizione di tutta la comunità scientifica”. La nuova connessione di rete supporterà le esigenze delle numerose infrastrutture di ricerca e laboratori presenti in Sardegna e potrà rafforzare anche la candidatura dell’area di Sos Enattos, nel Nuorese, per ospitare Einstein Telescope, l’infrastruttura che sarà realizzata in Europa dedicata alle onde gravitazionali.

Una volta completata l’espansione, la rete “Garr-T” vedrà un aumento di 5.000 chilometri di fibra ottica, raggiungendo una capacità complessiva di circa 40 terabit per secondo in tutta Italia. Grazie all’attuale acquisizione e all’uso di tecnologie all’avanguardia, “sarà possibile sfruttare lo spettro ottico del sistema di cavi sottomarini ‘BlueMed’. Ciò significa che nella fibra vi saranno più corsie, gestite da Garr, ad uso esclusivo per il traffico dati della ricerca”. Un’innovazione che rappresenta il primo passo per realizzare il doppio collegamento superveloce in fibra ottica in Sardegna, assicurando al mondo della ricerca e dell’università, “non solo la rapida trasmissione dei dati, ma anche una maggiore ridondanza e affidabilità che si estende a livello mondiale”.

Dal punto di vista tecnologico, “si tratta di un risultato finora unico nel panorama nazionale- spiega Massimo Carboni, chief technical officer di Garr-. Grazie alla tecnologia ‘open cable’, che offre la possibilità di gestire liberamente un’ampia gamma di spettro anziché singoli segnali ottici, questo nuovo ponte digitale in fibra ottica eliminerà la distanza dell’isola”.

Si creerà in questo modo, sottolinea Carboni, “un’integrazione senza interruzioni tra l’infrastruttura ‘Garr-T’ nella penisola e quella della Sardegna, realizzando di fatto una rete ottica unitaria su tutto il territorio nazionale. Quella di oggi è la prima pietra dell’espansione di Garr-T, che sarà completata entro il 2025 e fornirà una connettività fino a 400 gigabit per secondo”.
Una volta operativa, fa sapere Mauro Campanella, coordinatore scientifico del progetto, “la nuova connessione avvicinerà infrastrutture e ricercatori della Sardegna ai sistemi di calcolo Hpc di Terabit e alle risorse di Icsc, il Centro nazionale di ricerca in Hpc, big data e quantum computing in fase di installazione su tutto il territorio nazionale”.

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