• Lun. Ago 3rd, 2026

AstraZeneca-Bristol Myers Squibb: trattative per una mega-fusione da 400 miliardi di dollari. E’ vero?

Le multinazionali starebbero trattando una fusione da 400 miliardi di dollari. Sovrapposizioni in terapie oncologiche, ostacoli antitrust e scetticismo degli analisti: tutti i dettagli

Secondo fonti vicine al dossier, AstraZeneca e Bristol Myers Squibb avrebbero avviato colloqui preliminari per una fusione che creerebbe uno dei maggiori gruppi farmaceutici al mondo, con un valore complessivo vicino ai 400 miliardi di dollari. La notizia, rilanciata per prima dal Financial Times, non è stata confermata da nessuna delle due aziende, che hanno declinato di commentare.

Se confermata, sarebbe la più grande operazione nella storia dell’industria farmaceutica e la prima grande fusione del settore dal 2020.

Perché l’operazione interessa il mercato oncologico

Entrambe le società hanno un business oncologico molto forte. AstraZeneca ha generato circa 25 miliardi di dollari dai farmaci antitumorali nel 2025, quasi metà del fatturato totale. In Bristol Myers, nei primi sei mesi del 2026 l’oncologia ha superato il 40% dei ricavi complessivi.

Le due aziende competono direttamente nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, con Opdivo* (BMS) e Imfinzi* (AstraZeneca), rispettivamente da 10 e 6 miliardi di dollari di vendite nel 2025.

I nodi antitrust: il precedente Celgene-Otezla

Gli esperti legali segnalano rischi normativi elevati. Un avvocato antitrust ha spiegato che, in caso di sovrapposizioni rilevanti tra i portafogli farmaceutici, la Federal Trade Commission statunitense potrebbe imporre cessioni significative, come già avvenuto nel 2019 quando l’acquisizione di Celgene da parte di Bristol Myers portò alla vendita forzata del farmaco Otezla* per 13,4 miliardi di dollari.

Il verdetto degli analisti: “improbabile”

Le principali banche d’affari restano scettiche. BMO Capital Markets ha sottolineato che le numerose aree di sovrapposizione terapeutica rendono l’accordo poco probabile, anche per l’attento controllo antitrust atteso su entrambe le sponde dell’Atlantico.

C’è anche un tema di capacità finanziaria: né BMS né AstraZeneca avrebbero le risorse per acquisire integralmente l’altra. Gli analisti stimano una capacità di operazioni intorno ai 32 miliardi per BMS e ai 37 miliardi per AstraZeneca, a fronte di capitalizzazioni di mercato rispettivamente di circa 133 e 196 miliardi di dollari.

L’impatto in Borsa

Lunedì mattina i titoli hanno reagito in modo opposto: AstraZeneca ha perso oltre il 4% nel pre-mercato, scendendo a 162,13 dollari, mentre Bristol Myers Squibb è salita di quasi il 6%, a 69,20 dollari.

Cosa potrebbe significare per il settore

Nonostante lo scetticismo diffuso, alcuni analisti ipotizzano che un eventuale successo dell’operazione potrebbe innescare una nuova stagione di fusioni tra i grandi gruppi farmaceutici globali, in un contesto di M&A già molto attivo nella prima metà del 2026.

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