
Le alterazioni del sistema venoso sono spesso sottovalutate, sebbene possano avere un impatto significativo sulla qualità di vita e richiedano una valutazione clinica adeguata. Ne sono un esempio la malattia venosa cronica e la malattia emorroidaria, due condizioni molto diffuse ma frequentemente banalizzate che, se trascurate, possono evolvere in quadri clinici più complessi.
La malattia venosa cronica interessa la circolazione venosa degli arti inferiori ed è caratterizzata da un alterato ritorno del sangue dalla periferia al cuore. Spesso ricondotta ad un semplice disturbo estetico delle gambe o problema legato alla stagionalità, è in realtà una condizione complessa e progressiva, che può manifestarsi con sintomi quali pesantezza, dolore, gonfiore, crampi, prurito, alterazioni cutanee e varici.
Il disturbo, che colpisce circa 19 milioni di persone in Italia, presenta una prevalenza di genere, colpendo oltre la metà delle donne e una percentuale compresa tra il 10% e il 50% degli uomini[1]. Le evidenze scientifiche suggeriscono inoltre una relazione tra insufficienza venosa cronica, fattori di rischio cardiovascolare e comorbidità cardiovascolari, confermando l’importanza di una presa in carico complessiva del paziente e dei suoi fattori di rischio[2].
“Questo legame può essere spiegato dalla presenza di meccanismi fisiopatologici comuni, tra cui l’infiammazione cronica, oltre alla condivisione di fattori di rischio quali età, fumo, diabete, obesità e sovrappeso” – commenta Romeo Martini, Presidente della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV). “Sebbene la distinzione tra patologia arteriosa e patologia venosa sia utile dal punto di vista anatomico e didattico, nella pratica clinica entrambe interessano il sistema cardiovascolare. Le più recenti evidenze indicano che i pazienti con malattia venosa cronica possono presentare una maggiore prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare e di patologie correlate. Per questo motivo la malattia venosa cronica non dovrebbe essere considerata soltanto una patologia degli arti inferiori, ma anche un elemento da valutare nel quadro complessivo della salute cardiovascolare”.
Tra le condizioni legate ad alterazioni del sistema venoso rientra anche la malattia emorroidaria, molto comune nei paesi industrializzati. Si stima che una quota significativa della popolazione adulta occidentale – più del 50% – sperimenti sintomi emorroidari almeno una volta nella vita, con maggiore frequenza dopo i 40 anni3. I sintomi possono includere dolore, prurito, sanguinamento, bruciore e fastidio locale, con possibili episodi acuti che incidono sulla qualità di vita.
Sia la malattia venosa sia la malattia emorroidaria sono patologie croniche ed ingravescenti e possono influire sulle attività quotidiane e sul benessere dei pazienti. Per questo è importante riconoscerne precocemente i sintomi e rivolgersi al medico o al farmacista per una gestione appropriata.
Per il trattamento di queste condizioni è ora disponibile Daflon® 1000 mg, un extension line del noto farmaco che concentra in un’unica compressa il doppio del principio attivo a base di frazione flavonoica purificata micronizzata (FFPM) ad azione vasoprotettrice e venotonica. Daflon® è indicato nel trattamento dei sintomi attribuibili a insufficienza venosa, degli stati di fragilità capillare e della crisi emorroidaria acuta.
La FFPM è riconosciuta nelle principali linee guida internazionali per la gestione delle patologie venose croniche degli arti inferiori, che ne riconoscono il ruolo nel controllo della sintomatologia, fin dalle fasi iniziali della malattia, e l’azione su alcuni meccanismi fisiopatologici, tra cui infiammazione, alterazioni del microcircolo e aumento della permeabilità capillare[3].
Il trattamento con Daflon® rappresenta una delle opzioni farmacologiche consolidate per la gestione dei sintomi dell’insufficienza venosa degli arti inferiori, della fragilità capillare anche del plesso emorroidario e della crisi emorroidaria acuta. Il nuovo dosaggio in compresse da 1000 mg consente di semplificare lo schema di assunzione, nel rispetto della posologia riportata nel foglio illustrativo e delle indicazioni del medico o del farmacista.
“Il principale vantaggio del nuovo dosaggio di Daflon® 1000 mg risiede nella semplificazione dello schema terapeutico. Ridurre il numero di compresse da assumere può facilitare il rispetto della prescrizione, soprattutto nei pazienti che seguono più terapie” – dichiara Romeo Martini. “Una maggiore semplicità di assunzione può favorire la continuità del trattamento e rendere più pratica la gestione della terapia, anche nei regimi che prevedono dosaggi più elevati, come nel trattamento sintomatico della crisi emorroidaria acuta”.
Da oltre 70 anni Servier, leader nella cura delle malattie cardiometaboliche e vascolari, promuove una presa in carico olistica del paziente, che integra prevenzione, diagnosi precoce, aderenza alle cure e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Coerentemente con questo approccio, Daflon® si conferma un pilastro del portfolio del Gruppo posizionandosi come secondo farmaco a valori nel mercato italiano dei SOP (Senza Obbligo di Prescrizione) nel 2026.
“Il lancio di Daflon® 1000 mg rappresenta un traguardo fondamentale nel nostro costante percorso di innovazione al servizio dei pazienti. Questo nuovo dosaggio non è solo una risposta concreta alle esigenze di semplicità ed efficacia terapeutica, ma testimonia la determinazione di Servier nel continuare a investire in Ricerca e Sviluppo nell’ambito delle malattie cardiovascolari” – dichiara Emilio Gagliardi, Managing Director Servier Italia & Malta. – “Da decenni, il nostro Gruppo dedica risorse significative alla comprensione dei meccanismi patologici venosi, con l’obiettivo di offrire soluzioni che migliorino sensibilmente la qualità della vita. Con Daflon® 1000 mg, consolidiamo il primato di un brand che è diventato sinonimo di fiducia e leadership non solo in Italia, ma nei mercati di tutto il mondo.”
Oltre allo sviluppo di soluzioni terapeutiche, il Gruppo Servier promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione, favorendo una maggiore conoscenza delle patologie venose. Un esempio concreto è rappresentato dai canali social Facebook e Instagram ‘Oltre le tue gambe’, che mettono a disposizione informazioni, approfondimenti e contenuti utili per il riconoscimento e la gestione della malattia venosa ed emorroidaria.
[1] Callam MJ. Epidemiology of varicose veins. Br J Surg. 1994 Feb;81(2):167-73. doi: 10.1002/bjs.1800810204. PMID: 8156326.
[2] Prochaska JH, Arnold N, Falcke A, et al. Chronic venous insufficiency, cardiovascular disease, and mortality: a population study. Eur Heart J. 2021 https://academic.oup.com/eurheartj/article/42/40/4157/6350776?login=false
[3] Nicolaides A. et al. Management of Chronic Venous Disorders of the Lower Limbs – Guidelines According to Scientific Evidence. International Angiology, 2018.
