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DISABILITÀ. LEA, ASSISTENZA PROTESICA TRA BUROCRAZIA E LUNGHI TEMPI D’ATTESA

Apr 29, 2026 #aiot, #dpcm, #indagine, #protesi

Luci e ombre nell’assistenza protesica nei Lea (Livelli essenziali di assistenza). E’ questo il quadro tracciato dai primi risultati dell’indagine nazionale sul tema, promossa dall’Associazione italiana di terapia occupazionale (Aiot) in collaborazione con Confindustria dispositivi medici e un’ampia rete di associazioni professionali, organizzazioni del settore e rappresentanze delle persone con disabilità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di raccogliere dati ed evidenze sul funzionamento reale dei percorsi di accesso agli ausili e alle protesi, con particolare riferimento al Nomenclatore previsto dal Dpcm Lea 2017.

Il progetto si basa su due survey distinte, rivolte rispettivamente a persone con disabilità, caregiver e associazioni da un lato; professionisti sanitari e operatori dell’assistenza protesica dall’altro. Un approccio che, secondo Aiot, ha permesso di raccogliere punti di vista complementari e costruire una prima fotografia condivisa del sistema. I primi dati evidenziano criticità strutturali significative: l’84,8% dei pazienti segnala difficoltà nel percorso di accesso; il 63% dichiara di aver sostenuto spese di tasca propria; tempi di attesa lunghi (56,5%) e burocrazia complessa (51,1%) sono tra gli ostacoli principali; il 65,2% si sente poco informato sulle soluzioni disponibili. Dal punto di vista dei professionisti, invece, il 77,5% ritiene che il Nomenclatore consenta solo parzialmente la personalizzazione; il 93% evidenzia incoerenze tra descrizioni tecniche e dispositivi disponibili; circa il 70% segnala un impatto negativo delle gare sulla qualità degli ausili.

Accanto a queste criticità, emerge però un dato rilevante: l’84,8% degli utenti si dichiara soddisfatto dell’ausilio ricevuto, riconoscendone il valore nel miglioramento della qualità della vita. L’indagine è attualmente in corso e la raccolta dati proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di ampliare il campione e consolidare le evidenze. “I dati preliminari- ha detto- Christian Parone, past president Aito- confermano la necessità di una revisione profonda del sistema, a partire dall’ascolto integrato di utenti e professionisti. Questo lavoro rappresenta un primo passo verso proposte concrete e basate su evidenze da sottoporre ai decisori istituzionali”. L’iniziativa si configura come un percorso strutturato e partecipato che porterà, nei prossimi mesi, alla definizione di proposte operative validate dai dati, con l’obiettivo di: migliorare l’equità di accesso; garantire appropriatezza e qualità; aggiornare il sistema alle evoluzioni tecnologiche e ai bisogni delle persone.

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