• Ven. Apr 17th, 2026

Si rompe il confronto tra la Direzione Regionale Salute e le organizzazioni sindacali della medicina generale del Lazio (FIMMG, SMI, SNAMI, Federazione Medici del Territorio, CISL Medici). Alla base della contestazione, si legge in una nota, le nuove disposizioni della UOC farmaci che impongono alle Commissioni per l’appropriatezza prescrittiva di analizzare mensilmente i profili prescrittivi dei medici, richiedendo controdeduzioni in caso di presunte inappropriatezze. Una misura che, secondo i sindacati, introduce un “controllo di tipo ispettivo” e rischia di “compromettere” il rapporto fiduciario tra medico e paziente.

“Si tratta di un atto unilaterale che mina la dignità professionale e condiziona l’attività clinica”, denunciano le sigle, sottolineando come il provvedimento possa incidere negativamente sulla libertà prescrittiva, anche nel rispetto dei criteri di appropriatezza. Non solo. Nel mirino anche la precedente nota regionale del 15 gennaio, che ha bloccato l’integrazione dei medici cessati nelle Unità di Cure Primarie, aggravando, secondo i sindacati, le difficoltà organizzative e assistenziali sul territorio. Per questi motivi l’intersindacale dei medici di famiglia ha annunciato una linea dura contro il provvedimento del 26 marzo scorso sul monitoraggio della farmaceutica convenzionata, giudicato “ingiustificato e lesivo dell’autonomia professionale” e sul provvedimento che limita pertanto di fronte a quella che viene definita una “chiusura totale al confronto”, l’intersindacale ha proclamato lo stato di mobilitazione e annunciato il ritiro immediato di tutte le delegazioni sindacali da ogni livello di confronto istituzionale.

Una decisione netta: i rappresentanti dei medici non parteciperanno neppure all’incontro già convocato per il 1° aprile con la Direzione Regionale Salute. La posizione è chiara: nessuna ripresa del dialogo finché il provvedimento non sarà ritirato. Solo a questa condizione, spiegano le organizzazioni nella nota, potrà riaprirsi un confronto “reale e costruttivo”, nel rispetto del ruolo e dell’autonomia della medicina generale. Della cosa sono stati informati anche gli ordini dei medici per valutare riscontri deontologici. Le organizzazioni sindacali confermano tuttavia la propria disponibilità a “riprendere il dialogo esclusivamente a fronte del ritiro dei provvedimenti ritenuti vessatori e della riattivazione di un confronto reale, rispettoso del ruolo professionale e improntato alla collaborazione”.

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