
Il Gruppo consultivo strategico di esperti sull’immunizzazione (SAGE) ha il compito di fornire consulenza all’OMS sulle politiche e strategie globali complessive, che spaziano dai vaccini e dalle tecnologie, alla ricerca e sviluppo, fino alla somministrazione delle vaccinazioni e ai suoi collegamenti con altri interventi sanitari. Nel corso dell’ultima riunione sono emersi i seguenti punti chiave:
- I Paesi dovrebbero prendere in considerazione la vaccinazione di routine contro il COVID-19 per i gruppi a più alto rischio di sviluppare una forma grave della malattia; due dosi all’anno a distanza di sei mesi, a causa della limitata protezione oltre i sei mesi dall’ultima dose. Questi gruppi includono gli anziani; gli anziani con comorbilità significative o obesità grave; i residenti in case di cura e strutture di assistenza a lungo termine; e gli individui moderatamente o gravemente immunocompromessi.
- I Paesi possono valutare la possibilità di estendere la vaccinazione di routine contro il COVID-19 ad altri gruppi, con almeno una dose all’anno, in base al contesto locale, al rapporto costo-efficacia e alla fattibilità programmatica. Tra questi figurano gli anziani senza comorbilità; i giovani adulti, gli adolescenti e i bambini con comorbilità significative; e gli operatori sanitari e assistenziali. I Paesi possono inoltre valutare la possibilità di vaccinare le donne in gravidanza, con una dose per ogni gravidanza; e i bambini sani non vaccinati in precedenza, di età compresa tra i 6 e i 23 mesi, solo nei Paesi con una documentata incidenza significativa della malattia in questa fascia d’età.
- Il SAGE ha raccomandato l’introduzione del vaccino coniugato contro il tifo (TCV) nei paesi o nelle aree geografiche con un’incidenza elevata o molto elevata di febbre tifoide o con un’alta prevalenza di Streptococcus Typhi resistente agli antimicrobici. Nei contesti con un’incidenza molto elevata di tifo, i paesi dovrebbero valutare l’introduzione di una dose di richiamo intorno ai 5 anni di età per i bambini che hanno ricevuto una dose primaria di TCV tra i 9 e i 24 mesi di età.
- I Paesi a basso rischio di importazione del poliovirus, che già somministrano tre dosi di vaccino antipolio inattivato (IPV) nel primo anno di vita, possono ridurre da tre a due il numero di dosi di vaccino antipolio orale bivalente (bOPV) previste dai programmi di vaccinazione di routine, poiché questo schema combinato manterrà l’immunità mucosale.
- L’ approccio di ottimizzazione e prioritizzazione del portafoglio vaccinale sta aiutando i Paesi a compiere scelte difficili, basate su dati concreti, su come ottenere il massimo impatto sulla salute dai propri programmi di immunizzazione in un periodo di ristrettezze di bilancio.
Il rapporto completo sarà pubblicato nel Weekly Epidemiological Record il 29 maggio 2026; la formulazione del rapporto completo è da considerarsi definitiva.
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