
Di fronte a eventi meteorologici estremi “sempre più frequenti e improvvisi, la capacità di prevedere in anticipo l’evoluzione dei corsi d’acqua non è più soltanto un obbiettivo scientifico, ma una concreta necessità per la sicurezza delle comunità”. E’ quanto evidenziano il Consorzio di bonifica Toscana Nord e il dipartimento di scienze della terra dell’Università di Pisa che, a Massa-Carrara, hanno presentato i risultati del percorso avviato già nel 2022 per applicare l’intelligenza artificiale alla previsione delle piene nei corsi d’acqua anche a carattere torrentizio.
“Il modello predittivo è basato sull’integrazione di dati storici, misurazioni in tempo reale e algoritmi di ‘machine learning’, capaci di anticipare l’insorgenza di piene improvvise, apprendendo dai comportamenti passati dei torrenti”, spiegano Monica Bini e Marco Luppichini dell’Ateneo pisano. L’evoluzione tecnologica del progetto è sfociata in questi anni nella realizzazione del portale ‘CleverRiver’, una piattaforma digitale dedicata alla raccolta, l’elaborazione e la visualizzazione dei dati idrologici. Ne è nato anche uno spin off, a cura dell’università, interamente focalizzato sullo sviluppo e sull’applicazione del sistema. ‘CleverRiver’, quindi, “ha già dimostrato la propria efficacia, riuscendo a prevedere tutti gli eventi significativi, che si sono verificati nel periodo di sperimentazione con un livello di precisione crescente man mano che aumentano le informazioni disponibili”, si evidenzia in una nota diffusa da Anbi.
