
In Lombardia, nel 2025, 2,1 milioni di pazienti hanno rinunciato a curarsi per ragioni economiche o a causa di tempi d’attesa troppo lunghi. E’ l’esito di un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research (svolta tra il 19 e il 23 gennaio 2026 attraverso la somministrazione di n.1.014 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, ndr) che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”, vale a dire l’assenza di disponibilità per prenotare la prestazione richiesta, con cui ha dichiarato di aver dovuto fare i conti, almeno una volta, 3 pazienti su 4.
Sempre secondo l’indagine diffusa in una nota dalla società di comparazione dei servizi e dei loro prezzi, nel 2025 ben il 79% dei pazienti ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Con costi non trascurabili: la spesa media per ciascuna prestazione presso una struttura privata è stato di quasi 365 euro. Sono invece quasi 190mila i pazienti che, pur di non rinunciare a curarsi o, comunque, per non appesantire troppo il budget familiare, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti. I prestiti per cure mediche- secondo un’analisi su 97.000 richieste di prestiti personali raccolte in Lombardia da Facile.it e Prestiti.it nel 2025- hanno rappresentato il 4,6% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, 5.987 euro, pari ad una rata media di 133 euro da restituire in 53 rate. E’ di 48 anni l’età media di chi ha chiesto un presti alla piattaforma, in Lombardia di 43 anni. Nel 46% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Lombardia, dove la quota femminile si ferma al 32%.
