
Una nuova prospettiva in Science in One Health esamina l’elenco dei patogeni batterici prioritari del 2024 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO BPPL), evidenziandone i punti di forza come tabella di marcia per la ricerca e individuando al contempo le lacune critiche per una strategia veramente olistica contro la resistenza antimicrobica (AMR).
Il BPPL dell’OMS del 2024 dà priorità a 24 batteri resistenti agli antibiotici utilizzando una metodologia basata sull’evidenza, identificando la Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi come minaccia di livello critico (punteggio dell’84%). Il quadro eleva inoltre ad alta priorità i patogeni acquisiti in comunità, come le specie di Salmonella Typhi e Shigella resistenti ai fluorochinoloni , sottolineando i legami con infrastrutture idriche, igienico-sanitarie e igieniche inadeguate.
Dal 2017, almeno 13 nuovi antibiotici sono stati autorizzati per infezioni prioritarie, a dimostrazione di progressi tangibili. L’integrazione di parametri di prevenibilità nell’elenco promuove anche strategie basate sulla prevenzione, con i vaccini coniugati contro il tifo che fungono da modello collaudato per il controllo dell’AMR incentrato sulla vaccinazione.
Tuttavia, l’analisi rivela un limite significativo: l’attenzione rivolta all’uomo dell’elenco trascura i fattori critici agricoli e ambientali della resistenza antimicrobica. I serbatoi ambientali di geni di resistenza nel suolo, nell’acqua e nei microbiomi della fauna selvatica fungono da amplificatori dell’esposizione umana, ma rimangono sottorappresentati nei quadri di monitoraggio globali. L’aumento di Enterobacterales resistenti ai carbapenemi, ad esempio, è spesso legato all’uso di antimicrobici in agricoltura, una dimensione che non viene considerata dagli attuali criteri di priorità.
Inoltre, i pregiudizi della sorveglianza nei confronti dei paesi ad alto reddito potrebbero mascherare il vero impatto dell’AMR nelle regioni a basso e medio reddito, mentre la complessità genetica all’interno dei patogeni prioritari, come i cloni ad alto rischio di K. pneumoniae resistente ai carbapenemi (ST11-KLC64), merita maggiore attenzione.
Chiamata a un’azione
I ricercatori esortano le parti interessate a:
· Integrare le metriche One Health nelle future iterazioni BPPL, incorporando indicatori di rischio zoonotico e di diffusione ambientale
· Rafforzare la sorveglianza globale come il Global Antimicrobial Resistance and Use Surveillance System (GLASS) con dati equi provenienti dai paesi a basso e medio reddito
· Accelerare l’innovazione terapeutica oltre gli antibiotici tradizionali, compresi batteriofagi, anticorpi monoclonali e ricerca e sviluppo di vaccini
· Implementare la gestione antimicrobica e gli investimenti nelle infrastrutture WASH, in particolare per le minacce acquisite dalla comunità
Dare priorità ai patogeni non è solo un esercizio scientifico, ma un imperativo morale per salvaguardare l’equità sanitaria globale. Tradurre la strategia globale per la prevenzione e il controllo delle malattie (BPPL) dell’OMS del 2024 in un’azione intersettoriale completa è essenziale per promuovere una risposta sanitaria globale più equa e resiliente alla resistenza antimicrobica.
Science in One Health: “The 2024 WHO bacterial priority pathogens list: a critical evolution from a global One Health perspective”. DOI: 10.1016/j.soh.2025.100145
Antonio Caperna
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