
La rivista Plos One rivela un dato sorprendente: 1 persona su 5 ritiene la morte del proprio animale domestico più angosciante di quella di un essere umano.
Il lutto per un animale è paragonabile a quello umano
Il disturbo da lutto prolungato (PGD) , riconosciuto ufficialmente dall’ICD-11 e dal DSM-5-TR, può essere diagnosticato solo dopo la perdita di una persona. Tuttavia, questa ricerca dimostra che i sintomi del lutto patologico possono emergere anche in seguito alla morte di un animale amato, con una prevalenza del 7,5% , simile a quella osservata per molti lutti umani.
Un attacco emotivo forte e sottovalutato
Il 32,6% degli intervistati aveva perso un animale domestico, e tra questi, il 21% ha indicato quella perdita come la più dolorosa della vita. La fine del legame affettivo con un animale può dunque scatenare reazioni psicologiche intense , che meritano maggiore attenzione clinica e sociale.
Non è un lutto ‘minore’
Gli autori evidenziano che i sintomi della PGD si manifestano allo stesso modo , indipendentemente dal fatto che si tratti della morte di un essere umano o di un animale. Questo rafforza l’idea che il lutto per un animale domestico non sia un dolore “minore”, ma un’esperienza umana profonda che richiede riconoscimento e sostegno psicologico.
Hyland P (2026) No pets allowed: Evidence that prolonged grief disorder can occur following the death of a pet. PLoS One 21(1): e0339213. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0339213
